Bellini verso l’addio, all’Ats scatta il toto successore

Il manager deciderà entro Natale se lasciare Mantova. In pole la viadanese Azzi, Maltagliati, Mannino e Merlino

MANTOVA. Il top manager dell'Ats Val Padana, Aldo Bellini, scioglierà le riserve entro Natale, verosimilmente termine ultimo per decidere se lasciare libera la poltrona di Dosso del Corso e partire per una nuova destinazione che sembra incasellarlo alla guida dell'unità operativa Programmazione Ospedaliera in Regione.

Aldo Bellini

Una partenza improvvisa e inattesa, che arriva a un anno esatto dal suo insediamento in via Dei Toscani e in un periodo altamente delicato in cui Ats e Asst Carlo Poma stanno dando corpo alla riforma regionale della sanità voluta dal governatore Roberto Maroni.

SECONDO FORFAIT

Se Bellini farà le valigie, per onore di cronaca, per l'Ats Val Padana sarebbe in realtà il secondo forfait nel giro di un anno. La giunta regionale il 19 dicembre dell'anno scorso aveva nominato alla guida della nuova Agenzia tutela della salute, nata dall'accorpamento delle ex Asl di Mantova e Cremona, il dottor Lorenzo Ardissone, 57 anni, piemontese, che con un colpo di scena mai visto prima aveva rinunciato all'incarico quattro giorni dopo, decidendo di restare in sella alla Asl Torino 4 di Ivrea dove era arrivato solo otto mesi prima.

A quel punto era entrato in campo lo stesso Maroni che aveva sciolto il rebus nei due giorni successivi, pescando dall'Asl Milano 2 l'allora direttore sanitario Aldo Bellini.

Mara Azzi

IN ARRIVO UNA DONNA?

Nel caso in cui Bellini scelga Milano, si apre la partita della successione. Chi arriverà a Dosso del Corso. Negli ambienti politici e del mondo della sanità circolano già alcuni nomi.

Primo fra tutti quello della dottoressa Mara Azzi, viadanese doc, area leghista, che ormai da anni colleziona la pagella migliore tra i direttori generali lombardi. Dal primo gennaio è a capo della nuova Ats di Bergamo, dopo una parentesi da manager alla Asl di Bergamo e prima ancora all’azienda ospedaliera di Desenzano. A Mantova, poi, se la ricordano in tanti: prima di Desenzano è stata direttore amministrativo all'Asl di via Trento dal 2006 al 2007 e ancora prima dirigente all'ufficio economato e acquisti al Carlo Poma, ospedale del quale è ancora dipendente in aspettativa.

Voci milanesi danno anche il ritorno in campo dell’ex assessore regionale al Welfare ed ex direttore generale dell’Asl di Mantova dal 2003 al 2005, Maria Cristina Cantù, oggi dirigente al Pio Albergo Trivulzio di Milano.

Ma l’ex dg di Dosso del Corso, anche lei di area leghista, a quanto risulta non potrebbe assumere l’incarico prima di metà 2017, perché i regolamenti impongono che un ex assessore debba attendere almeno due anni prima di sedersi su una poltrona da direttore generale.

Diego Maltaglliati

SOLUZIONE INTERNA

La successione, in ogni caso, non sarebbe di facile soluzione. L’arrivo di un direttore generale già in carica andrebbe giocoforza a scoprire la sua poltrona, che dovrebbe subito essere rimpiazzata scatenando una sorta di effetto domino.

Più facile pescare dagli elenchi degli idonei, attualmente non in carica, oppure dai “colonnelli” che fanno parte delle direzioni strategiche. Ecco perché, rispettando anche la regola della continuità, la scelta più indolore per la Regione potrebbe essere quella di promuovere a direttore generale uno dei più stretti collaboratori di Bellini, con ufficio già a Mantova.

Il primo nome che spunta è quello del dottor Diego Maltagliati, milanese, attuale direttore sociosanitario della Ats Val Padana.

GLI ALTRI PAPABILI

Tra i papabili anche il direttore sanitario della Asst di Cremona, Salvatore Mannino, il direttore generale della Asst Valcamonica, Raffaello Stradoni, volto conosciuto nel Mantovano per il lungo periodo trascorso come direttore sanitario all’ospedale Carlo Poma, e Luca Merlino, alto dirigente di Regione Lombardia.

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