Per la villetta esplosa ci sono due indagati

Una disattenzione, una  negligenza o semplicemente un incidente senza responsabili? Proseguono le indagini sulla fuga di gas che il 22 novembre ha sventrato una casa a Moglia.

MOGLIA. Una disattenzione del padrone di casa? Una negligenza da parte dell’idraulico che ha testato l’impianto del gas pochi giorni prima dello scoppio? O semplicemente un incidente senza alcun responsabile? Procedono le indagini dei carabinieri sulla fuga di gas che nel tardo pomeriggio del 22 novembre ha sventrato una villetta a Moglia. L’inchiesta della procura vede al momento due indagati, il 70enne padrone di casa e l’idraulico, 50 anni, che ha controllato l'impianto e garantito che cucina e stufa del bagno fossero utilizzabili. Un atto dovuto, quello della procura, che non va tradotto come attestazione di colpevolezza. Le ipotesi di reato sono due: esplosione e disastro colposi.

Intanto, la procura ha nominato un consulente per stabilire quali siano le origini della fuga di gas e dell’esplosione. E se ad amplificare gli effetti dello scoppio siano state le sei bombole di gas che il pensionato teneva abusivamente in casa.

Il 70enne è ancora ricoverato in ospedale, anche se le sue condizioni – dopo essere stato anche in rianimazione al Poma per lo shock e per le ustioni di secondo grado a volto e mani – sono prossime alla completa guarigione. Ancora non è certo dove l’uomo andrà ad abitare, visto che la villetta di via Cesare Militare, tuttora sotto sequestro, è stata dichiarata inagibile e probabilmente dovrà essere demolita.

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