Il Parmigiano investe 18 milioni di euro in comunicazione

L’assemblea dei soci ha approvato il bilancio preventivo. Bezzi: nel 2015 i consumi interni sono cresciuti del 2,2%

MANTOVA. L’assemblea dei soci del Consorzio del Parmigiano Reggiano approva il nuovo piano quadriennale ed investe per il potenziamento della comunicazione e della sorveglianza di un formaggio che registra una forte crescita del gradimento.

La strategia degli amministratori, tra cui il vicepresidente mantovano Pietro Maria Gattoni, tiene conto del momento positivo ed alza l’asticella: «I consumi interni – ha detto il presidente Alessandro Bezzi - sono cresciuti del 2,2% nel 2015, ed anche il 2016 chiuderà con un ulteriore consolidamento delle sue posizioni, tanto che stimiamo un aumento dello 0,3%. Contemporaneamente l'export è salito di quasi il 7% nei primi nove mesi del 2016 (in pole position gli Stati Uniti), e le vendite dirette da parte dei caseifici (che rappresentano quasi il 10% sul totale) evidenziano una crescita che si attesta al 14%.

Il presidente Bezzi

«Questa è una testimonianza importante del rapporto di grande fiducia tra consumatori e prodotto nel segno dell’artigianalità e della qualità».

L'assemblea dei caseifici del Parmigiano Reggiano ha quindi approvato (256 voti favorevoli, 6 contrari e 15 astenuti) anche il bilancio preventivo del Consorzio per il 2017, che prevede 28,75 milioni di entrate e, tra le voci di spesa, vede spiccare i 17,81 milioni di investimento destinate a strategie di comunicazione per rafforzare le vendite in Italia e all'estero, ma anche interventi ulteriori sulla sorveglianza (1,2 milioni in più), in particolare la vigilanza sul grattugiato ed il suo confezionamento.

Si tratta di un prodotto in forte crescita, e quindi se ne vuole rafforzare la catena di controllo per mantenere la qualità. Un milione e 750 mila euro destinati anche ai progetti speciali, come quelli fatti in collaborazione con la ristorazione.

L'assemblea dei consorziati ha dato il via all'aumento del contributo versato annualmente al Consorzio, che in due anni salirà di un euro-forma (da 6 a 6,50 nel 2017 e poi a 7 euro dal 2018). «Le quotazioni – ha proseguito Bezzi - sono finalmente ritornate su intonazioni più consone alle caratteristiche e ai costi di produzione di una Dop che i consumatori italiani inseriscono nella top ten dei marchi mondiali ritenuti più affidabili, ma la crescita degli ultimi mesi (1 euro al kg in più da luglio a novembre, con valori che oggi si collocano al di sopra dei 9 euroal kg per il prodotto stagionato 12 mesi) va oggi decisamente sostenuta con nuove azioni e nuovi investimenti a fianco di esportatori, commercianti, distribuzione e con il rafforzamento delle azioni di vigilanza internazionale a beneficio dei consumatori».

Sul fronte della regolazione dell’offerta, dopo che il Ministero per le politiche agricole, alimentari e forestali ha firmato il piano validato dai caseifici il 21 novembre scorso, l'Assemblea dei consorziati ha dato il via libera a stragrande maggioranza ad un aumento dello 0,8% per il 2017, partendo dalla produzione comprensoriale pari a 17.620.000 quintali di latte, pari quindi a 140.960 quintali.

Davide Dalai

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