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Niente gara: nuova batosta per Apam

Dopo Roverbella, il Consiglio di Stato esclude l’azienda dal servizio scolastico di Marcaria. Operazione societaria in vista

di Igor Cipollina
2 minuti di lettura

MANTOVA. «Ricorso infondato» e seconda batosta per Apam: alla sentenza sull’esclusione dalla gara per il trasporto scolastico del Comune di Roverbella, si somma adesso quella sul caso fotocopia di Marcaria. E il verdetto è lo stesso: la macchia dei subappalti finti, cosmetici, riconosciuti tali anche dalla Corte di Cassazione lo scorso 17 maggio, «rappresentavano circostanze che deponevano nel senso della necessaria esclusione dell’appellante dalla gara di appalto». Il «motivo insuperabilmente ostativo alla partecipazione alla gara» è ricondotto al codice dei contratti pubblici del 2006, che all’articolo 38 fa riferimento alla commissione di «gravi infrazioni debitamente accertate alle norme in materia di sicurezza e a ogni altro obbligo derivante dai rapporti di lavoro». Cose di 12 anni fa, quando l’azienda aveva una fisonomia diversa? Non per i giudici: «La gravità delle condotte illecite non consente d’invocare a discolpa la circostanza per cui le stesse risalissero ad alcuni anni addietro». Insomma, l’impalcatura logica ricalca quella della sentenza sul caso di Roverbella, «alle cui statuizioni può qui farsi utile rinvio» come annota il Consiglio di Stato.

Esito tutt’altro che inatteso, data la coincidenza della sezione e del giudice estensore delle sue sentenze, ma comunque pesante per Apam, scivolata sulla buccia di un pasticcio giudiziario vecchio di anni che ora minaccia di avere conseguenze sul futuro dell’azienda. Ma l’inciampo s’inserisce nel quadro di un’incertezza più larga, il rischio è quello di concentrarsi sulla pagliuzza senza vedere la trave. Il guaio vero è che l’occhio è lo stesso. «Ci saremmo meravigliati del contrario – commenta il presidente di Apam, Daniele Trevenzoli, a proposito della sentenza su Marcaria – ribadisco che si fa sempre riferimento al vecchio codice degli appalti, che il nuovo è scritto in modo diverso e noi stiamo approfondendo la materia. Con questo non voglio dire che stiamo trascurando il problema, al contrario, ma la questione è molto più ampia. In base al testo unico sulle società a partecipazione pubblica, il decreto legislativo Madia numero 175, Apam dovrebbe essere sciolta perché non rispetta i vincoli di dipendenti e bilancio, e poi c’è il nuovo decreto sui servizi pubblici locali che, ancora chiuso nel cassetto del ministero, al 70% disegna la riforma del trasporto pubblico. Ecco, sarebbe interessante capire cosa c’è scritto». E le operazioni societarie alle quali si faceva riferimento nei giorni scorsi, per ripulirsi della macchia dei subappalti finti? «Si riferiscono proprio a questa situazione complessiva, nella quale si sono sovrapposte più questioni. L’ideale sarebbe sbrogliare la matassa del decreto Madia e, contemporaneamente, scrollarci via la palla al piede dei subappalti. Sarebbe come prendere due piccioni con una fava».

Il quadro è confuso, incrocia diverse dimensioni e alimenta numerosi interrogativi, ma la notizia del giorno resta quella della sentenza sul bando per il trasporto scolastico di Marcaria dal 2016 al 2019. Caso fotocopia rispetto alla gara di Roverbella, ma dall’innesco differente. Per Roverbella era stata Apam a ricorrere contro il Comune, che l’aveva esclusa dalla gara, l’amministrazione di Marcaria, invece, aveva affidato il servizio all’azienda (in raggruppamento temporaneo con la cooperativa Solco Trasporti). A impugnare gli atti è stata la seconda società in graduatoria, la Egepu. Invertendo l’ordine dei fattori, il risultato non cambia.

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