Le priorità dei Cinquestelle: antimafia e Grande Mantova

riunione pubblica convocata nella sala Isabella d’Este per illustrare ai militanti e alla cittadinanza le prossime battaglie del movimento

MANTOVA. Legalità e Grande Mantova, «le due facce della stessa medaglia che saranno il nostro impegno prioritario» annuncia Michele Annaloro, capogruppo dei Cinquestelle in Comune a Mantova, nella riunione pubblica convocata nella sala Isabella d’Este per illustrare ai militanti e alla cittadinanza le prossime battaglie del movimento. Con lui anche il consigliere regionale Andrea Fiasconaro e il deputato Alberto Zolezzi, pronti a rimarcare che mentre sulla legalità «la nostra posizione è netta» sulla Grande Mantova, «saranno i cittadini a costruire il relativo progetto».

La lotta alla criminalità organizzata che si è infiltrata anche a Mantova, come sta dimostrando il processo Pesci in corso a Brescia «è il caposaldo per consentire alla comunità di svilupparsi senza condizionamenti - dice Annaloro -. Per questo abbiamo presentato in Comune una mozione per costituire una commissione antimafia» Ma su questo tema, «ho rilevato un’insensibilità nella maggioranza consiliare e, in generale, nelle classe politica. La commissione antimafia precede qualsiasi progetto. Raccoglieremo firme tra la gente per sollecitare la sua costituzione e poi faremo altrettanto per la Grande Mantova».

Sulla quale, mette in chiaro, «non caleremo nulla dall’alto. Pensiamo alla costituzione di un comitato che raccolga 75 portatori di interessi tra parrocchie, associazioni, categorie, sindacati, eccetera per definire le priorità e, quindi, il piano d’area». Per Fiasconaro sulla fusione tra i cinque Comuni «il confronto è aperto», ma per arrivarvi, «serve un percorso propedeutico, ragionare con quei Comuni sul riordino amministrativo previsto dalla legge Delrio che, all’interno delle aree vaste, contempla le zone omogenee come la Grande Mantova».

Anche Zolezzi insiste sul «no a progetti preconfezionati: va evitato che, per esempio, si mettano d’accordo due amministrazioni come Mantova e Borgo Virgilio e la gente si trovi un Comune unico senza capire perché. Però - ammonisce - vanno affrontati nodi importanti come la gestione dei rifiuti, tenendo conto che Mantova con Tea è afflitta da una patologia gestionale data dai dividendi, e gli appalti, che in un Comune da 100mila abitanti sarebbero sempre sopra soglia 5 milioni e favorirebbero le grandi aziende». Quanto alla commissione antimafia, «la sua istituzione è fondamentale perché faciliterebbe il lavoro di dirigenti e amministratori». Invitato al convegno anche lo scrittore Claudio Meneghetti, esperto di infiltrazioni dell’Ndrangheta nel Mantovano: «Gli organismi dirigenti dei maggiori partiti di centrosinistra e centrodestra - accusa - sono silenti sul tema. Forse perché entrambi gli schieramenti hanno avuto chiare responsabilità». Cita il caso Lagocastello: «È vero che la lottizzazione fu votata in Comune a Mantova solo dalla maggioranza di centrosinistra, ma con 17 voti su 40. Passò perché una parte del centrodestra rimase in aula per consentire quella decisione». (Sa.Mor.)

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