Mantova, minori e disabili la nuova frontiera di Aspef

Martedì 20 dicembre arriva in consiglio comunale il bilancio dell’azienda. Fiorani: per gli anziani tre mini-appartamenti e la domotica

MANTOVA. Aspef cresce ed è pronta per le sfide del futuro che si chiamano minori e disabili, senza dimenticare gli anziani, cuore dell’azienda di proprietà del Comune di Mantova. Nel bilancio triennale 2017-2019 che arriverà in consiglio comunale martedì 20 dicembre dopo il transito in commissione servizi sociali, «ci sono investimenti che hanno alla base esigenze reali della città e della provincia» sottolinea il presidente Vinicio Fiorani, ancora in attesa di una risposta dall’Asst Poma sul suo presunto conflitto di interessi sollevato dall’opposizione: «L’azienda - dice - sta aspettando il parere dell’Autorità anticorruzione».

Intanto, il lavoro ad Aspef va avanti: «Stiamo riorganizzando tutto il primo piano dell’Isabella d’Este dove gli ospiti passano le giornate d’inverno: abbiamo già fatto la nuova parte interna con la sala polivalente. Ora stiamo in attesa dell’esito dell’appalto per la realizzazione di tre mini appartamenti per anziani autosufficienti sotto la futura terrazza».

Agli anziani è riservato un altro importante progetto, quello della domotica, che consentirà l’assistenza a domicilio: «Abbiamo sperimentato - dice il presidente - un sistema di sensori da applicare nelle case per controllare l’attività dell’anziano, collegati alla centrale dell’Aspef. Finora abbiamo già 5 alloggi predisposti, vogliamo arrivare a 100; ma per questo servono almeno 600mila euro che chiederemo a Fondazioni ed enti».

L’altro filone d’intervento riguarda i minori: «Vogliamo costruire due comunità da 10 posti ciascuno, una fino agli 11 anni e l’altra da 12 a 18 anni. Dovremo scegliere l’ubicazione con il Comune. Tre le opzioni: un terreno di proprietà comunale a Borgochiesanuova, alle Torrette, dove si potrebbe costruire tutto ex novo, oppure il vecchio istituto lattiero-caseario da ristrutturare dopo averlo avuto in comodato gratuito dalla Regione, la soluzione per noi più conveniente; quindi, il recupero delle ex serre a Borgochiesanuova, zona degradata. L’investimento è di 1.4 milioni».

Aspef punta anche con 1.5 milioni di soldi propri su una nuova comunità per disabili (compreso il centro diurno), da 10 posti, nell’area di san Nicolò, nel progetto Boeri con il Comune: «Lì ci andrebbe anche il centro di fisioterapia oggi alla Bianchi; al suo posto realizzeremmo altri 10 posti letto non accreditati per anziani». Infine, il progetto a lunga scadenza della casa albergo nell’attuale sede della Polizia locale (18 mini appartamenti, costo 1.5 milioni): «Non vogliamo comprare l’immobile - precisa Fiorani - ma se l’avessimo in comodato gratuito, visto che è vicino alla sede Aspef, potremmo fare la cittadella dei servizi per l’anziano». (Sa.Mor.)

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