Mantova, cartello irregolare sulla facciata: multa da 2mila euro

Nell’avviso di “vendesi” mancano i dati energetici. L’assessore: «Intervento su segnalazione di un consigliere»

MANTOVA. Occhio al cartello, basta una svista per scivolare sulla buccia di una multa fino a 5mila euro. Gira così nel belpaese dalla burocrazia labirintica, dove gli obblighi di legge si moltiplicano e accavallano, stringendo le maglie di articoli e commi attorno alle caviglie dei cittadini. Lo sa bene Maurizio Bignoni, proprietario del “palazzetto” (la definizione è sua) di via Calvi 37/39 – quello all’angolo con via Orefici, occupato al piano terra dalla macelleria da Alberto – in vendita da ottobre.

La svista di Bignoni? Non aver riportato sul cartello di “vendesi” la classe e l’indice di prestazione energetica dell’immobile. Vero, l’obbligo deriva da una direttiva europea sul risparmio energetico in edilizia, declinato a livello lombardo dalla giunta regionale già 5 anni fa (c’era ancora il celeste Formigoni): la legge parla chiaro, chi trasgredisce incorre in una sanzione amministrativa da mille a 5mila euro, «la cui irrogazione ed introito compete al comune in cui è ubicato l’edificio».

Morale, Bignoni, che di mestiere fa l’agente immobiliare, è inciampato in una multa da 2mila euro.

Possibile che un agente immobiliare ignorasse l’obbligo di legge? Certo che no, obietta Bignoni, appellandosi però all’elasticità nell’applicazione della norma, ai tanti spiragli che pure si aprono tra le maglie della burocrazia. Color giallo carico, appeso tra le due finestre al secondo piano come un panno ad asciugare, il cartello in questione non era felice dal punto di vista estetico (ce n’era un secondo più discreto al pian terreno). Ma forse sarebbe bastato un richiamo, un avvertimento anche ruvido.

La rabbia di Bignoni, autore di una lettera indignata alla Gazzetta, nasce dalla disparità di trattamento del quale si sente vittima. «Il fatto increscioso è che oltre al mio c’erano, e ci sono ancora, decine di cartelli con la scritta vendesi o affittasi senza i dati energetici» scrive l’agente immobiliare, allegando mappa e fotografie. Ne ha contati diciotto di questi cartelli fuorilegge, disseminati tra le vie Calvi, Orefici, Roma, Verdi e Cavour.

A dire il vero, lamenta Bignoni anche di non aver ricevuto risposta dal sindaco Palazzi, al quale aveva presentato la propria difesa e chiesto di essere sentito (come prevede la norma), e riferisce di aver già imboccato la strada del ricorso, perché convinto che l’obbligo di indicare classe e indice di prestazione energetica non si applichi al suo palazzetto, articolato in quattro unità immobiliari distinte. In ogni caso, la rabbia è tale da fargli scrivere: «Sono certo di vivere nel Comune di Bananas e non nell’idilliaca Città dei Gonzaga».

«I nostri agenti sono intervenuti su specifica segnalazione scritta di un consigliere comunale – risponde l’assessore alla polizia locale Iacopo Rebecchi – Non c’è margine alcuno di discrezionalità, quando ci viene riferita una violazione abbiamo il dovere di verificare e, nel caso, di applicare la legge. Il signor Bignoni ha contato diciotto cartelli irregolari? Ce li segnali e noi verificheremo».

E il cartello giallo steso come un panno ad asciugare sulla facciata del palazzetto? È stato tolto, a giorni sarà pronto quello riveduto e corretto. Occhio.

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