Ucciso a Milano l'attentatore di Berlino

Anis Amri ha urlato Allah Akbar. Era appena arrivato da Parigi. Ha sparato agli agenti non appena gli hanno chiesto di esibire i documenti

L'hanno identificato dalle impronte digitali e dalla misura del volto: Anis Amri, l'attentatore di Berlino era in Italia, a Sesto San Giovanni. Era appena arrivato in treno dalla Francia, ma appena uscito dalla stazione ferroviaria è incappato in un controllo di polizia. Quando l'hanno fermato ha urlato "Allah Akbar" poi ha sparato contro gli agenti: ne ha colpito uno alla spalla. Loro hanno risposto: Amri è morto sul colpo.
 Il riconoscimento del cadavere è avvenuto grazie ai dati della misura del volto e al successivo rilievo delle impronte digitali. In tasca aveva alcuni biglietti delle ferrovie francesi, che hanno consentito di ricostruire il tragitto che aveva compiuto. L'uomo in treno aveva viaggiato da Chambery, in Savoia, a Torino e da lì aveva raggiunto Milano. Gli investigatori lavorano ora per capire se la pistola di cui l'uomo era in possesso fosse la medesima utilizzata per rubare il camion con cui è stato compiuto l'attentato di Berlino. Sulla sparatoria di Sesto San Giovanni - per competenza territoriale - ha acquisito notizia di reato la procura di Monza, che nelle prossime ore però trasferire gli atti a chi indaga sulla presenza in Italia del terrorista, prima e dopo l'attentato di Berlino.

La ricostruzione. Le tre di notte in piazza I Maggio, zona stazione. Una volante del commissariato viene inviata dopo una chiamata: qualcuno ha udito degli spari. I poliziotti arrivano e trovano un uomo, un maghrebino. E' a piedi, solo. Alla richiesta del capopattuglia di far vedere i documenti, estrae una pistola calibro 22 dallo zaino e spara, poi si nasconde dietro un'auto. Gli agenti rispondono al fuoco, sarebbe un colpo partito dalla pistola dell'autista a ucciderlo. Il poliziotto è stato operato al San Gerardo di Monza.

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