Premio da 57mila euro alle legali. Malumore di sindacati e colleghi

La Provincia eroga con due determine i compensi spettanti per le cause vinte dagli avvocati interni. Tra il personale c’è chi solleva dubbi di opportunità e si prepara a chiedere l’intervento dei sindacati

MANTOVA. Un compenso professionale da 27.459,72 euro e un altro da 29.748,80 (entrambi lordi) alle due avvocatesse della Provincia. Sono in tutto 57208,52 euro che, per usare un termine improprio ma più facilmente comprensibile e concettualmente simile, vanno in premio per l’ufficio legale dell’amministrazione di Palazzo di Bagno. Tutto regolare e assolutamente previsto dal contratto nazionale, va detto a scanso d’equivoci.

Eppure quando i dipendenti dell’amministrazione hanno conosciuto il contenuto delle due determine, qualcuno di loro ha arricciato il naso. In un periodo in cui i bilanci delle Province sono decisamente leggeri, tanto che le motivazioni economiche sono ormai il mantra di Palazzo di Bagno ogni volta che viene rimarcato lo stato delle strade.

C’è chi, a puro titolo simbolico, osserva che per il Festivaletteratura sono appena stati stanziati soltanto 20mila euro. Gli esempi, in casi come questi, abbondano. Ma sotto il profilo legale non hanno ovviamente alcun rilievo, visto che lo staff dell’ufficio legale ha beneficiato dei cosiddetti compensi professionali stabiliti dall’articolo 27 del contratto nazionale di lavoro e dal regolamento provinciale. Sono riconoscimenti dovuti, insomma, e basati sulle sentenze favorevoli all’ente .

Probabile, tuttavia, che la questione venga portata all’attenzione dei sindacati , perché vengano fatte considerazioni sul regolamento dell’ente che consente all’ufficio legale di decidere quali vertenze giudiziarie accettare e quali affidare a legali esterni.

Non è la prima volta che questa erogazione di fine anno suscita qualche malumore, ma questa volta qualcuno ha preso le determine (molto difficili da recuperare sul sito internet dell’ente) e ne ha fatto sapere i contenuti mettendo qualche dubbio sull’opportunità di arrivare a queste cifre.

È ovviamente un terreno scivoloso, visto che contestare atti completamente legittimi significa richiedere una modifica delle regole in base a principi generici di opportunità. Insomma, facile passare questi malumori per semplici beghe interne.

Ma in tempi di ristrettezze economiche per l’ente non mancherà chi farà notare che un premio da oltre 50mila euro suddiviso tra due soli dipendenti (che pure hanno portato grazie alla loro prestazione professionale alla vittoria in contenziosi legali che potevano costare molto all’ente) è suscettibile di riflessioni.

Tra le vertenze vinte dall’ufficio legale della Provincia (quelle dunque che l’ufficio ha accettato e non ha delegato a studi esterni) ci sono vertenze davanti al Tar e davanti al Consiglio di Stato. Per i sindacati, l’eventuale discussione potrebbe essere una patata bollente e comunque una questione decisamente delicata.

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