Rimpasti nelle aule: via un prof su tre

Almeno un terzo dei docenti ha ottenuto il trasferimento in pieno anno scolastico. Il provveditore: «Molti sono di sostegno»

MANTOVA. Almeno un insegnante su tre ha lasciato la scuola a cui era stato assegnato trasferendosi in un altro istituto. Cosa significa? Significa che la maggior parte degli studenti, dalle elementari alle superiori, ha cambiato nel corso dei primi mesi dell’anno scolastico uno o più docenti. Alla faccia della continuità didattica. E chi ha sostituito gli insegnanti che hanno esercitato il diritto di cambiare sede (il più delle volte per avvicinarsi a casa) in corso d’anno: supplenti, vale a dire docenti che, per ovvi motivi, cambieranno nel prossimo anno scolastico.

Il dato nazionale parla di 250mila insegnanti che hanno cambiato cattedra. La rivista specializzata online Tuttoscuola ha osservato che «il tasso di mobilità degli insegnanti, che negli anni scorsi coinvolgeva circa un docente su dieci, quest’anno è esploso, si è addirittura triplicato, facendo saltare il banco della continuità didattica».

E nel Mantovano? «Non abbiamo un dato preciso - dice il provveditore Patrizia Graziani - ma la situazione è simile a quella nazionale. Un insegnante su quattro o uno su tre. In particolare ci sono molti insegnanti di sostegno e questo complica ulteriormente il quadro, perché sappiamo quanto sia importante per un alunno con disabilità mantenere la continuità nel rapporto con il docente assegnato. Si tratta di dati oggettivi, che i genitori possono constatare».

Nelle scuole il turn over di docenti non è una novità, ovviamente. Ma paradossalmente proprio nell’anno della riforma della “Buona scuola”, che aveva come obiettivo principale la stabilità degli organici negli istituti scolastici, il giro delle cattedre è stato più vorticoso che negli anni passati.

«La situazione è drammaticamente questa - dice Angelo Gandini, dirigente a Castiglione e presidente dell’Aisam, l’associazione delle scuole mantovane – E se gli accordi politici di inizio anno si trasferiranno nel contratto, la situazione del prossimo anno sarà anche peggiore, visto che verrà a cadere il vincolo di rimanere nella sede assegnata per tre anni. In ogni caso un po’ in tutte le scuole una quota di insegnanti si è trasferita dopo diverse settimane dall’inizio dell’anno scolastico. Ovviamente in quelle classi l’insegnate è cambiato in corso d’anno, magari anche a ridosso delle vacanze di Natale. Non abbiamo dati precisi, ma il movimento è stato piuttosto significativo soprattutto tra i docenti mandati dagli uffici una volta esaurita la chiamata diretta». Anche Tuttoscuola è pessimista per il prossimo anno scolastico. «Le famiglie devono prepararsi a un’ulteriore girandola di docenti, che colpirà in particolare le scuole del centro-nord - si legge - Ma migliaia di docenti (soprattutto meridionali) resteranno forse delusi, i posti disponibili al Sud sono pochi».

Il provveditore Graziani osserva che «a essere importante è la tempistica. Se tutte le operazioni vengono fatte nei tempi corretti, si può tranquillamente arrivare a settembre con gli organici definitivi nelle scuole. Dobbiamo mettere al centro di tutto il servizio offerto ai ragazzi, che hanno diritto ad avere la continuità». Intanto le famiglie possono da ieri registrarsi sul sito Miur e ottenere le credenziali da utilizzare al momento dell'iscrizione online per il prossimo anno scolastico. Le domande potranno poi essere inoltrate dal 16 alle 20 del 6 febbraio.

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