La crisi colpisce gli italiani. Più famiglie in difficoltà

 Il bilancio della Caritas di Viadana: nel 2016 aiutati 147 nuclei contro i 135 del 2015. Sos alle aziende agricole: dateci le vostre eccedenze come fanno i supermercati

VIADANA. Nel corso del 2016 la Caritas viadanese ha distribuito pacchi alimentari a 147 famiglie (pari a 554 persone): dodici in più rispetto alle 135 famiglie assistite nel 2015 (in totale si tratta di 547 persone). Se nel complesso sono leggermente aumentate le richieste di aiuto, i volontari hanno tuttavia notato un notevole ricambio: «Molte famiglie che seguivamo - spiega il referente del servizio, Luigi Maioli - hanno probabilmente lasciato il Viadanese, magari per tornare nel luogo d’origine; e molte nuove sono subentrate». Si tratta di famiglie soprattutto italiane: «Praticamente ogni settimana - nota Maioli - una famiglia italiana viene a colloquio per chiedere aiuto. Spesso si tratta di situazioni di indigenza grave».

Negli anni scorsi era aumentato notevolmente il numero degli anziani e delle persone sole in difficoltà; nel 2016 la crisi economica pare invece avere colpito di più soprattutto sulle famiglie con bambini.

Al 31 dicembre scorso la Caritas censiva 55 nuclei familiari italiani (sono dieci in più rispetto a quelli che sono stati seguiti nel 2015) e 92 stranieri (due in più).

Nel complesso gli italiani assistiti sono stati 141 (99 adulti e 42 bambini): più 34 rispetto a dodici mesi prima. I bambini italiani in difficoltà sono più che raddoppiati: erano 20 a fine 2015. I cittadini stranieri assistiti sono stati 413 (252 adulti e 161 bambini), rispetto ai 440 (285 adulti e 155 bambini) di un anno fa.

La Caritas ha sede nell’ex Villaggio del Ragazzo, e distribuisce pacchi alimentari e abiti. Nel 2016 sono stati consegnati 1.124 pacchi alimentari (più 135). In media, in ognuno dei quarantotto sabati di apertura, si sono presentate a ritirare il pacco 23 famiglie (88 persone). Sono stati distribuiti 5.249 chili di pasta, 1.610 di riso, 1.144 di zucchero, 841 di farina, 5.591 litri di latte, 1.053 di olio, 3.793 confezioni di biscotti, 3.485 di polpa di pomodoro, 870 di formaggio, 707 di minestrone, 7.401 di legumi, 2.593 di tonno, 3.377 di omogeneizzati, 482 vasetti di marmellata e 5.040 monodosi di confettura.

Nessuno torna a casa a mani vuote; i colloqui servono tuttavia a rispettare criteri di equità nella distribuzione.

Far fronte alle richieste è difficile. «Negli ultimi due mesi - spiegano gli otto volontari - l’Unione europea, tramite il Banco alimentare, ci ha consegnato poco o nulla per la redistribuzione. Andiamo avanti con le offerte raccolte nelle chiese o dalle scuole. Siamo praticamente senza scorte di latte e zucchero, e a breve finiremo l’olio».

Alcuni supermercati danno una mano, mettendo a disposizione le eccedenze del fresco e i prodotti in scadenza. «Siamo disponibili - aggiungono i volontari - a ritirare anche le eccedenze dei produttori agricoli locali».

Da notare che alcune delle famiglie aiutate sostengono le raccolte organizzate nelle scuole: anche con un piccolo dono, almeno per educare i propri figli alla solidarietà.

Riccardo Negri

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