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No dei genitori ai doppi turni in mensa al nido

Otto nuovi bimbi iscritti all’asilo, ma la sala refezione non può ospitarli tutti

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ACQUANEGRA. Se il panorama politico fosse di diversa colorazione assisteremmo ad un confronto di "guareschiana" memoria.

In un teatro gelido, una moltitudine dei genitori ha presenziato, mercoledì scorso, con il cappotto addosso, all'incontro con l'amministrazione comunale dove veniva annunciato un doppio turno per la mensa scolastica. All'origine del provvedimento c'è il dato che otto bambini dovrebbero entrare al nido da oggi sino alla fine di luglio.

Di questi, due dovrebbero fare il loro ingresso subito mentre i rimanenti, scaglionati, dovrebbero entrare entro alla fine di luglio. Il 31 luglio, a sua volta, 11 bambini lasceranno il nido per entrare nella scuola materna.

Per poter ampliare il servizio, l'amministrazione ha prospettato di utilizzare gli spazi della mensa scolastica concentrando in questi un doppio turno per gli studenti che la utilizzano. Nella realtà cittadina, però, esiste un'altra struttura per la prima infanzia: l'asilo san Pio X di gestione parrocchiale.

Ad intervenire sulla vicenda, sia nelle vesti di genitore che di presidente dell'Istituto comprensivo è Stefano Ottoni, il quale, dopo aver sottolineato che tutti i genitori sono contrari a tale operazione che creerebbe un disservizio, aggiunge: «Per 8 bambini che dovrebbero entrare da qui a luglio al nido, si rischia di far fare il doppio turno a oltre 135 bambini da subito». E aggiunge: «In Italia ciò che viene fatto passare per temporaneo poi diventa perenne e noi non possiamo permettercelo, quindi ho detto all'amministrazione che senza un progetto preciso e con le relative coperture finanziarie, che attualmente non ci sono, non possiamo considerare la proposta dell'amministrazione come “temporanea”, pertanto, come presidente dell'istituto il mio voto non potrà che essere contrario».

Se da un lato si intende ridurre lo spazio destinato alla mensa per ospitare i bambini in lista d’attesa, dall'altro si assiste ad una realtà presente - l'asilo San Pio X - che ha una struttura a norma, già sin d'ora in grado di ospitare i piccoli in lista d' attesa senza modificare la realtà attuale. La decisione dell'amministrazione non è stata, per il momento, resa effettiva; ma le preoccupazioni dei genitori, che vedono ribaltate le abitudini e il servizio reso ai loro bimbi si fanno sempre più forti. (t.c.)

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