La crisi colpisce anziani e famiglie ad Asola. Italiani i nuovi poveri

Asola. In calo il numero degli stranieri aiutati dalla Caritas, aumenta quello dei residenti “storici”. La referente Sottili: «Lunghe code per la distribuzione dei viveri fin dall’orario d’apertura del centro»

ASOLA. La Caritas è presente ad Asola da circa vent’anni, prima in via Oberdan dalle suore Orsoline ed ora in via Parenti. Attualmente offre, assieme al Centro d’ascolto, un supporto fondamentale a 160 famiglie di Asola e Casalmoro che si trovano in difficoltà economiche.

Tra i nuclei familiari registrati si è verificata una diminuzione del 30% di extracomunitari e un aumento del 10% delle famiglie italiane. In cifre assolute, sono almeno una trentina.

Con la mancanza di lavoro ad Asola, gli stranieri si sono trasferiti, in cerca di un impiego, in altre zone o anche all’estero. Molti sono tornati in patria. Le persone di Asola in difficoltà o hanno perso il lavoro, oppure sono anziani che non riescono con la loro pensione a sbarcare il lunario.

Prima di accedere agli aiuti Caritas gli utenti devono sostenere un colloquio con uno dei tre referenti: Carlo Miglioli, Rosaria Cesarano e Rosa Schiavi. Questi ultimi valutano, in base al reddito Isee, allo stato di famiglia e alle condizioni della stessa, la reale necessità d’aiuto. Da diversi anni la parrocchia ha nominato responsabile della Caritas Maria Teresa Sottili ed assieme a lei ruotano al centro altri venti volontari che si alternano negli acquisti, nella sistemazione e distribuzione di viveri, abbigliamento e quanto donato.

Generosi benefattori donano offerte cospicue che servono per acquistare medicinali, viveri o per il pagamento delle bollette. Sottili racconta che «ogni quindici giorni almeno 75 famiglie ricevono un pacco viveri che per una coppia corrisponde a due litri di latte, due o tre chili di pasta, un chilo di zucchero, un litro d’olio, tonno, pelati, biscotti, frutta e verdura fresca. È possibile vedere la lunga fila di persone in attesa della distribuzione dei viveri fin dalle prime ore d’apertura del centro».

Grazie ad un anonimo benefattore la Caritas dispone di un camion e di un autista che ogni mese va al Banco Alimenti di Verona a caricare 15 quintali di alimenti. Quanto manca per completare il pacco da consegnare alle famiglie disagiate viene acquistato dalla Caritas stessa. Oltre ad Asola, anche diverse famiglie di Casalmoro possono accedere al centro perché il loro Comune contribuisce e sostiene economicamente la Caritas asolana.

La Caritas ritira, sistema e mette a disposizione anche capi d’abbigliamento. La parrocchia provvede per diverse famiglie a supportare in parte o totalmente il pagamento delle utenze domestiche. I volontari della Caritas donano molte ore del loro tempo gratuitamente, lavorano in sinergia con i servizi sociali del Comune e con le suore Orsoline e cercano di raccogliere altre offerte organizzando un’attività di mercatino di vettovaglie, pizzi, coperte e altro durante le principali manifestazioni organizzate ad Asola.

Antonella Goldoni

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