Sovraffollamento al Poma. I Nas al pronto soccorso

Blitz dei carabinieri: controllati turni del personale, logistica e indici di affluenza. Il giorno prima erano terminate le barelle. I vertici sanitari: «Siamo tranquilli»

MANTOVA. Blitz dei Nas ieri mattina al pronto soccorso del Poma. I carabinieri per la tutela della salute sono arrivati in ospedale al mattino presto e hanno ispezionato tutti i locali del reparto di emergenza, in questi giorni particolarmente presi d’assalto dall’utenza. I vertici del Poma si sono affrettati a precisare che si è trattato di un normale controllo, predisposto in tutti gli ospedali d’Italia per verificare le condizioni di efficienza dei servizi di assistenza dopo alcuni episodi che hanno avuto una risonanza a livello nazionale. Uno su tutti quello all’ospedale di Nola, dove alcuni pazienti sono stati assistiti a terra dal personale sanitario a causa dell’esaurimento delle barelle.

Guarda caso proprio ieri l’altro il pronto soccorso del Poma ha vissuto una mattinata record, con affluenza elevatissima, barelle esaurite e ambulanze che hanno dovuto ritardare di alcuni minuti il rientro in servizio nell’attesa che si trovasse una collocazione ai pazienti appena trasportati.

I Nas, accompagnati da medici e dirigenti ospedalieri, hanno controllato i turni del personale medico e infermieristico, i numeri dell’affluenza e la logistica, ovvero come venivano assistiti i pazienti in attesa del ricovero. In quel momento il pronto soccorso aveva un indice di sovraffollamento nella norma, con alcuni pazienti che dalla sera prima aspettavano di essere ricoverati nelle degenze.

Martedì mattina i responsabili del reparto avevano segnalato la carenza di barelle in relazione all’altissimo numero di pazienti arrivati nel giro di poche ore. Subito dopo al pronto soccorso del Poma erano arrivati i rinforzi: i lettini attrezzati reperiti nel blocco operatorio. Un provvedimento urgente e provvisorio per tamponare un periodo in cui l’indice di affluenza è a livelli record.

I vertici ospedalieri hanno dichiarato la loro tranquillità dopo la visita dei Nas. «Restiamo in attesa della loro relazione – hanno precisato – anche se siamo convinti che l’organizzazione del nostro pronto soccorso, pur in concomitanza di un periodo di grande richiesta di prestazioni sanitarie, sia in linea con i protocolli di assistenza». Nei giorni scorsi i carabinieri del Nas avevano controllato anche il pronto soccorso dell’ospedale di Asola.

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