Sodano: «Non fu corruzione, ecco perché»

Caso università: quarta puntata davanti al giudice per le udienze preliminari. Prossimo appuntamento il 2 maggio con il rito abbreviato per Sodano

MANTOVA. Quarta puntata davanti al giudice per le udienze preliminari, ieri, per il procedimento che vede sotto accusa Nicola Sodano e il commercialista di Cappelletta Domenico Laratta per la nomina di quest’ultimo a revisore dei conti della Fondazione università in cambio, secondo l'accusa, di prestazioni professionali gratuite per lo studio di architettura dell'ex sindaco.

Sodano, accusato di corruzione, ha ribadito la propria innocenza. «Da 42 anni ho un solo commercialista, un amico che ha fatto lo scout con me: perché avrei dovuto volerne un secondo?» avrebbe detto al giudice. L’ex sindaco ha confermato di conoscere Laratta ma di averlo indicato per l’incarico in Fum solo perché lo riteneva idoneo, non ultimo per il fatto che fosse un giovane, non invischiato con i partiti. Sodano avrebbe anche fatto presente che l’incarico non era molto ambito ed era retribuito con 1.600 euro lordi all’anno.

Prossimo appuntamento il 2 maggio con il rito abbreviato per Sodano. Per Laratta che ha scelto il dibattimento in aula, si profilano invece due ipotesi: o il giudice accetterà l’istanza di non luogo a procedere del difensore Andrea Rossato, o avvierà l’udienza preliminare.

Il giudice infine ha respinto le eccezioni della difesa relative ai tabulati telefonici, che tracciano date e frequenza dei contatti tra l’allora sindaco e il commercialista. Altra novità riguarda il ruolo della Fum, esclusa come parte offesa.

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