E ora il Parmigiano vola. In rialzo le quotazioni

Il formaggio Dop si lascia alle spalle un terribile 2015: produzione in crescita. Il presidente del Consorzio, Bezzi: «Export in aumento e nei magazzini le scorte sono in calo»

MANTOVA. Quotazioni su del 12% rispetto al 2015 ed export in aumento di quasi il 6% (5,8). Il trend positivo dell’annata 2016 per il Parmigiano si era ipotizzato da tempo, ma solo ieri il Consorzio ha fornito i numeri ufficiali. Produzione in crescita del 5,1%, scorte in calo del 2,2%.

Più di 2.300 azioni di vigilanza e 2.500 analisi sul prodotto all'estero. Il formaggio Dop si lascia alle spalle l’annata terribile del 2015, con quotazioni medie a 7,65 euro/kg, e chiude l'anno con una quotazione media pari a 8,63 euro/kg, con una decisa svolta positiva da luglio in poi, quando i prezzi all’origine sono balzati dai 8 euro/kg di giugno ai 9,66 euro/kg di dicembre.

«Siamo lontani - spiega il presidente Alessandro Bezzi - dalle quotazioni medie del 2011 e 2012 (rispettivamente 10,76 e 9,12 euro/kg), ma gli attuali valori, uniti alla buona tenuta dei consumi interni ed a un flusso di esportazioni che continua a crescere in modo rilevante creano condizioni complessive in grado di offrire migliori prospettive a quei 3.000 allevatori e 339 caseifici artigianali che compongono il nostro sistema». Conforta anche il lieve incremento dei consumi interni (+0,3%), che Bezzi vede come il risultato delle azioni e dei progetti a sostegno dei consumi, che verranno potenziate: «Nel prossimo quadriennio - spiega al proposito il presidente del Consorzio - investiremo 15 milioni in più sulla comunicazione in Italia e all'estero e sulla vigilanza».

Buona parte di questo investimento sarà destinato al mercato estero, che continua a dare segnali di forte espansione, soprattutto in Nord America (Usa e Canada), in cui si stanno verificando molti casi di imitazione, come del resto anche in molti altri paesi. «L’export deve rimanere il nostro cavallo di battaglia ci sono ancora grandi margini di miglioramento».

Sulle prospettive future del Parmigiano Reggiano, orientate ad un cauto ottimismo, incide anche il calo delle scorte nei magazzini, con giacenze che al novembre 2016 apparivano del 2,2% inferiori a quelle dello stesso mese 2015. Anche per questo i piani produttivi dovranno essere flessibili: «In un quadro di regole stabilite dai piani produttivi - che per il 2017 prevedono un incremento dello 0,8% della produzione rispetto ad una quota di riferimento che ammonta a 17.620.000 quintali di latte destinato alla trasformazione - nostro obiettivo - prosegue Bezzi - non è comunque quello di "ingessare" la produzione, ma, al contrario, quello di aumentare le vendite in Italia e di rafforzare ulteriormente i progetti con gli esportatori per conquistare nuovi mercati, rafforzando ulteriormente anche tutto il sistema di vigilanza e di contrasto alle imitazioni».

Davide Dalai

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