Traffico di migranti, blitz anche a Mantova

Decine di arresti in tutt'Italia. Gestivano, in accordo con gli scafisti, la tratta di clandestini diretti nel Nord Europa

La Polizia di Cremona ha eseguito una serie di arresti nei confronti di un’organizzazione di trafficanti di migranti da Siria, Egitto, Eritrea e Sudan, composta da decine di persone quasi tutte di nazionalità straniera (egiziani, maghrebini, afghani, sudanesi, albanesi, molti dei quali in possesso di un regolare permesso di soggiorno, ed in misura minore romeni e italiani), operante a livello internazionale. Le operazioni, coordinate e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, hanno visto impiegati decine di uomini della Polizia di Stato e hanno interessato le provincie di Milano, Imperia, Genova, Reggio Emilia, Torino, Varese, Mantova, Pistoia, Reggio Calabria e Catania e della Frontiera di Ventimiglia. Arrestate 18 persone, 3 delle quali già in carcere e spiccati altri ordini di cattura nei confronti di 16 persone diverse delle quali detenute in Francia e Germania o residenti all’estero.

Le indagini, durate quasi due anni e svolte dalla Squadra Mobile di Cremona, hanno consentito di scoprire che l’organizzazione aveva una fitta rete di contatti diretti con trafficanti che, con la complicità di un altro appartenente al gruppo criminale residente a Catania, a sua volta in contatto con scafisti e trafficanti provenienti dal nord-Africa, gestiva il traffico di clandestini diretti nel nord-Europa. I membri dell’organizzazione riuscivano a sapere degli sbarchi che sarebbero avvenuti sulle coste siciliane o pugliesi, dopodiché indirizzavano i profughi verso Milano; città che i profughi raggiungevano mediante pullman, treni o nell’ambito dei trasporti organizzati per la loro collocazione presso le strutture d’accoglienza. Una volta giunti a Milano gli stranieri venivano agganciati presso la stazione centrale e nelle vicinanze delle strutture d’accoglienza per organizzare i viaggi finalizzati all’attraversamento della frontiera italiana. In alcuni casi le persone giunte in Italia clandestinamente contattavano direttamente i membri dell’organizzazione per ricevere istruzioni. Una volta terminate le trattative, le persone venivano accompagnate verso la frontiera di Ventimiglia dove venivano raggruppate e nascoste in attesa della predisposizione dei mezzi di trasporto necessari all’attraversamento della frontiera.

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