Farmaci per malattie rare: a Mantova un pool specialistico

All’ospedale nasce la commissione per le cure che non rientrano negli standard. L’organismo valuterà caso per caso se derogare ai paletti del servizio sanitario

MANTOVA. Una commissione di specialisti ospedalieri per valutare malattie rare e cure che non rientrano tra quelle codificate negli standard terapeutici. L’organismo consultivo è stato di recente costituito alla Asst CarloPoma.

Ci sono malattie particolarmente gravi che hanno bisogno di cure specifiche, spesso con sostanze che non sono previste tra quelle erogate dagli ospedali. E ultimamente sono sempre di più i pazienti che si rivolgono al Poma per avere assistenza e cura. L’Asst di Mantova per venire incontro a queste esigenze ha costituito una commissione ad hoc, formata da più specialisti, per esprimere una valutazione sui singoli casi ed eventualmente prendere in carico il paziente che altrimenti non avrebbe diritto alla somministrazione del prodotto. La commissione è costituita da otto persone (medici, farmacisti e amministrativi) a cui spetta la valutazione dei casi in modo da garantire appropriatezza e omogeneità delle terapie da erogare ai richiedenti. Il più delle volte si parla di farmaci che l’Aifa (agenzia italiana del farmaco) ha inserito nella fascia C, cioè a totale carico del paziente. In questi casi, però, la commissione consultiva per le malattie rare può derogare se viene confermata la validità della terapia e se quindi il farmaco è ritenuto indispensabile nel trattamento della patologia rara.

«Tanto per fare qualche esempio – spiega il direttore sanitario della Asst, Maurizio Galavotti, presidente della commissione – stiamo parlando di sostanze non farmacologiche, ma di prodotti adiuvanti nelle malattie rare. Se a una persona viene diagnosticata una patologia rara, certificata dal Centro Malattie Rare, e gli viene prescritto un piano terapeutico ovviamente l’ospedale riconosce quel tipo di assistenza, ma a completamento del percorso potrebbero esserci altre sostanze che non vengono erogate dal servizio sanitario nazionale. In questo caso l’ospedale valuta caso per caso ed eventualmente va incontro ai bisogni della persone accollandosi l’onere».

In ogni caso ci sono alcuni paletti che non consentono la presa in carico. Il Poma in questo contesto non prenderà in esame le richieste: che non siano corredate da documentazione che attesta che il trattamento è indispensabile e basato su evidenze scientifiche; presentate con certificati di specialisti privati; in contrasto con la normativa vigente e i Lea (Livelli essenziali di assistenza). Della commissione fanno parte: Maurizio Galavotti (direttore sanitario della Asst), Renzo Boscaini (direttore socio sanitario), i farmacisti Isabella Torreggiani e Letizia Corbari, gli operatori sanitari Ivana Danieli e Monica Carnevali e Cesarino Panarelli e ClaudiaGhidoni.

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