Le associazioni di categoria: «Nessuno ci sta speculando»

MANTOVA. «Ci sono sei o sette prodotti che in inverno arrivano dal Sud. A causa della neve e del gelo, questi ora scarseggiano, quindi costano un occhio della testa». In due parole spiega la situazione Luca Fenzi, delegato Confesercenti degli ambulanti e a sua volta fruttivendolo, il quale conferma insieme al rialzo dei prezzi, il calo dei consumi. «La catalogna prodotta solo al Sud è tutta bruciata dal gelo. Al mercato di Verona troviamo poche cassettine per cento fruttivendoli, quindi i prezzi volano. Ma verze e patate del Trentino, per esempio, non hanno subito rialzi di prezzo. Bisogna consumare quello che abbiamo qui vicino».

«L'aumento dei prezzi è legato a un inverno più rigido di quelli passati - osserva il direttore di Confcommercio Mantova Nicola Dal Dosso -. Si tratta delle dinamiche, chiare e note, del libero mercato, e non riteniamo che siano in atto operazioni speculative di significativa entità: a far salire i prezzi è proprio l'oggettiva difficoltà a reperire, in questo momento, alcuni prodotti. Il consumatore inoltre è maturo e consapevole, boccia eventuali situazioni estreme limitando o rinunciando all'acquisto di un determinato ortaggio fino a quando non tornano condizioni normali».

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