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La delusione del postino precario: lasciati a casa senza preavviso

Poste, il primo febbraio hanno perso il lavoro 21 portalettere, dodici solo in città. «Il sindacato ci ha abbandonati»

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MANTOVA. A casa senza un grazie ma, quel che è peggio, «senza un minimo di preavviso». È amareggiato uno dei 12 portalettere in servizio al Centro distribuzione di Mantova a cui Poste italiane non ha rinnovato il contratto in scadenza il 31 gennaio.

Dodici giovani di età compresa tra i 20 e 35 anni, molti provenienti dal sud, alcuni con famiglia, dal  primo febbraio sono a casa, vittime «dell’inizio della riorganizzazione - dice una di loro - che porterà alle zone alterne di recapito e ad un peggioramento del già pessimo servizio di consegna». Nelle condizioni dei 12 postini di Mantova ci sono anche i nove in servizio negli altri sei Centri della provincia. Molti di loro hanno alle spalle anche due-tre anni di contratti precari rinnovati ogni 2-3 mesi con la speranza, un giorno, di essere assunti in pianta stabile.

E invece... «E invece, fino all’ultimo ci hanno usato per il lavoro di revisione della parte stradale che sta alla base della riorganizzazione del servizio, e poi tutti a casa dopo averci detto martedì che quello era il nostro ultimo giorno di lavoro».

Nel momento più duro dell’addio ad uno stipendio, il nostro non può fare a meno di sottolineare «l’assordante silenzio» dei sindacati: «Appena assunti ci chiedono l’adesione; poi, quando c’è da difenderci, tutti spariscono». Ce n’è anche per Poste italiane: «Non posso non sottolineare la contraddizione del suo comportamento con il bellissimo spot delle Poste andato in onda durante le festività natalizie, che poneva un robot in contatto con il volto umano dell’azienda. Se questo è il loro volto umano, di umano resta ben poco». Il sindacato si difende. «Noi - dice Reana Franzoni, segretario territoriale i Slp Cisl - facciamo di tutto perché questi contratti a termine vengano rinnovati visto che aiutano nel lavoro il resto del personale. Abbiamo protestato con la sede centrale delle Poste per il taglio dei precari su Mantova, ma non c’è stato niente da fare. Con il job act non c’è niente che li tuteli». (Sa.Mor.)

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