Slitta il piano delle Poste: ma i tagli al personale scattano subito

Il recapito a giorni alterni solo da marzo. La metà dei contratti a termine dei portalettere non viene rinnovata

MANTOVA. Almeno fino a marzo, è scongiurato il rischio che in 56 Comuni scatti il recapito della corrispondenza a giorni alterni. Il piano, infatti, predisposto da Poste italiane, come la stessa azienda aveva annunciato al presidente della Provincia, Beniamino Morselli, la scorsa settimana,  «è stato sospeso a data da destinarsi - annuncia Reana Franzoni, segretario territoriale Slp Cisl - questo perché per tutto febbraio si svolgeranno gli incontri a livello nazionale tra azienda e sindacati per trovare soluzioni condivise».

Il rinvio, per l’esponente della Cisl, «è un primo significativo risultato conseguente alle azioni di lotta da noi effettuate come il conflitto di lavoro aperto a livello nazionale sul settore Mercato privati (i servizi Bancoposta e di sportelleria, ndr.) insieme agli autonomi di Ugl, Failp e Confsal. Non molliamo - promette - e restiamo assolutamente in allerta per la tenuta del servizio postale e non solo».

La corrispondenza a giorni alterni (lunedì, mercoledì e venerdì una settimana, martedì e giovedì la successiva) avrebbe dovuto scattare il 20 febbraio nei Centri di distribuzione di Viadana e Castiglione delle Stiviere; il 6 marzo sarebbe toccato a quelli di Ostiglia e Gonzaga, mentre Mantova, Asola e Marmirolo avrebbero cominciato il 20 marzo. A questo punto, tutto è rimesso in discussione in attesa di trovare un accordo tra azienda e sindacati.

Nel frattempo Poste italiane si porta avanti con la riorganizzazione del servizio di recapito. Il primo atto è stato la non conferma della metà dei portalettere assunti con contratti a tempo determinato. Dal primo febbraio 21 su 42 postini precari in servizio nel Mantovano sono stati lasciati a casa. Agli altri 21 è stato rinnovato il contratto al massimo per due-tre mesi. Il più penalizzato è stato il Centro distribuzione di Mantova che serve dieci Comuni: dei 15 precari con contratto in scadenza il 31 gennaio solo tre sono stati confermati; altri 12 sono stati lasciati a casa pare senza nemmeno una comunicazione.

A questo punto, in servizio restano 245 portalettere a tempo indeterminato per 235 “zone” in cui è suddivisa la provincia. La riorganizzazione del servizio basato sul recapito della corrispondenza a giorni alterni prevede un taglio a 158 zone che avranno, a quel punto, solo 158 postini (per l’azienda non ci saranno esuberi visto che i portalettere in più, il 30%, verrebbero dirottati agli sportelli, ma i sindacati non si fidano).

«Mantova - dice la Franzoni - rispecchia, nel suo piccolo, tutte le motivazioni della lotta in questo conflitto: mancanza di personale alla sportelleria tale da non garantire l’apertura degli uffici su molti territori, la sostituzione per ferie e malattie; i continui distacchi di personale che disorientano personale e clienti, pensionamenti che non vengono sostituiti. A Mantova servirebbero almeno 30 nuovi addetti allo sportello per coprire le criticità provocate dalle uscite degli ultimi anni».

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