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Sull’autobus come sardine: i sindaci si muovono contro l’Apam

Malatesta e Renoldi informano questura e carabinieri: «In piedi per decine di chilometri». L’azienda: «Non risultano sovraffollamenti»

di Matteo Sbarbada
1 minuto di lettura

SAN MARTINO. Pendolari e studenti stipati come sardine e costretti a viaggiare per decine di chilometri in piedi sugli autobus di linea. La denuncia arriva dai sindaci di San Martino dall’Argine e Marcaria, Alessio Renoldi e Carlo Alberto Malatesta, che attaccano l’Apam parlando di «situazione insostenibile e deplorevole».

Dopo aver chiesto spiegazioni all’azienda di trasporti e aver ricevuto una risposta giudicata insoddisfacente, i primi cittadini hanno informato della situazione anche la questura e il comando provinciale dei carabinieri. La prima lettera, relativa alle linee 20 e 59, è stata inviata dai sindaci lo scorso 3 ottobre.

[[(gele.Finegil.StandardArticle2014v1) Sull’autobus come sardine Gli studenti restano a piedi]]

Si parla di «alunni costretti a stare in piedi per 30 chilometri, oltre 30 persone in piedi e persone caricate in misura maggiore rispetto ai numeri consentiti dalle norme del codice stradale». Immediata la risposta di Apam. L’azienda afferma «di aver svolto immediate verifiche e di non aver trovato situazioni di sovraffollamento ma di piena capienza dei mezzi». I viaggi in piedi, inoltre, «sarebbero condizione prevista e autorizzata dall’omologazione del bus».

Segue una richiesta della prefettura ai sindaci per avere un quadro aggiornato del problema. L’ultima comunicazione in ordine di tempo è del 28 gennaio. I sindaci confermano e rincarano la dose, parlando di «quadro decisamente peggiorato, con un aumento dell’affollamento, studenti seduti per terra in mezzo alla sporcizia e sedili inutilizzabili e sudici».

La comunicazione dell’Apam viene «rigettata e ritenuta insufficiente». I primi cittadini restano sul piede di guerra. «Le foto scattate dagli studenti sono inequivocabili - commenta Renoldi -. C’è persino poco spazio per stare in piedi. Così non si può andare avanti, servono bus più grandi o più corse. Per Apam è tutto ok, per me non è così. Questa volta ho provveduto ad informare anche le forze d’ordine, spero venga fatto qualche controllo».

Sulla stessa lunghezza d’onda Malatesta. «I cittadini pagano quel servizio, non mi sembra dignitoso essere trattati in questo modo. Viaggiare in piedi dovrebbe essere un’eccezione, qui è la norma».

Interpellata al riguardo, Apam conferma quanto affermato nella prima dichiarazione ai sindaci: «Sono stati svolti ulteriori monitoraggi e la situazione non è mutata negli ultimi mesi - il commento -. Non ci risultano sovraffollamenti. Gli autobus sono omologati per il trasporto di persone in piedi e possono portare 70-80 persone».

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