Palazzi sulla Domus: no alla scultura, ma cambierà

Il sindaco respinge l’idea della Ferro di aggiungere una scultura alla passeggiata archeologica: «Serve un ragionamento su tutta la piazza, chiameremo le migliori intelligenze»

MANTOVA. «Meglio non infierire sulla piazza» risponde il sindaco Mattia Palazzi al cronista che gli chiede un commento al consiglio dato da chi ha avuto l’idea di realizzare la “passeggiata archeologica” in piazza Sordello per proteggere e valorizzare i mosaici romani riemersi dal sottosuolo.

 

L’architetto del Politecnico di Milano, Luisa Ferro aveva, infatti, suggerito, in risposta a chi parla di obbrobrio da eliminare, che per addolcire l’impatto della domus sulla piazza si potrebbe mettere una scultura moderna. «Non alberature o giochi d’acqua» aveva aggiunto il tecnico, «Disneyland va fatta da un’altra parte». Una battuta, quella del sindaco, cui però sottende un ragionamento più profondo. «Io - spiega - non considero definitiva l’attuale soluzione scelta per i mosaici, solo che non si ragiona sull’onda delle polemiche». E promette: «Coinvolgerò le intelligenze migliori per ragionare su piazza Sordello, uno spazio urbano di pregio su cui riflettere con misura e usando il cervello. Non si fa, però, questo in un mese e partendo dal fatto se la domus, che non ho fatto io, piaccia o meno».

Palazzi sulla domus di piazza Sordello: "L'avrei fatta diversamente"

 

E ammonisce: «Chiunque sostenga che la “passeggiata archeologica”, con i suoi muri, vada abbattuta subito, dice una cosa non vera». E quella scultura moderna proposta dall’architetto milanese che ha coordinato i progettisti incaricati dal Comune? Il no del sindaco è chiaro e assoluto: «Ritengo che in questo momento non si possa aggiungere nient’altro in piazza: diversamente, sarebbe fatto sull’onda delle polemiche e questo sarebbe sbagliato. Una scultura non risolverebbe il problema. Ripeto, sulla piazza, bellissima ma caotica, bisogna fare un ragionamento complessivo».

Quindi, si spengano i riflettori sulla domus, cessino le polemiche e si ragioni «con misura e intelligenza» su una soluzione, «come forse andava fatto anche prima» dice Palazzi che non risparmia una frecciata al suo predecessore Sodano («io me la sono trovata la domus» non smette di ripetere in ogni occasione). Lo sollecitiamo: e allora, che cosa c’è da fare adesso per rimediare a quello che, in tanti a Mantova, definiscono uno scempio compito ai danni della piazza? «Nulla - ribadisce il primo cittadino -, non si possono fare ragionamenti sull’onda emotiva - è il refrain -. Calmiamoci tutti». Solo così si potrà affrontare lucidamente il problema del dopo. In attesa, non è che magari con qualche evento si possa rivitalizzare piazza Sordello e mettere in secondo piano i muri della domus? «Iniziative ne abbiamo fatte e altre ne faremo - risponde Palazzi -, ma non è questo il tema».

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