Asola festeggia le Orsoline: «Amore lungo un secolo»

La messa con il vescovo di Carpi apre gli eventi per il centenario delle suore. Dal 1917 continua l’impegno a favore di bimbi, giovani, malati e bisognosi

ASOLA. Domenica 5 febbraio, nella cattedrale di Asola si sono aperti ufficialmente gli eventi per ricordare il secolo di presenza della Casa madre e delle sue suore orsoline nella cittadina dell’Alto Mantovano. Alla celebrazione eucaristica d’apertura erano presenti le autorità civili e religiose, il coro di Santa Cecilia–Don Anselmo Ghidini e tanta gente che ha gremito l’intera cattedrale.

«La storia delle suore orsoline presenti ad Asola da cento anni è una storia d’amore - ha sottolineato monsignor Francesco Cavina, vescovo di Carpi, durante l’omelia - una lunga vicenda non priva di momenti di tristezza e tante fatiche, ma ciò che più conta è che questa storia continua ed ha come protagonista Cristo».

Prendendo spunto dal Vangelo, il celebrante ha ricordato più volte come il sale serva per dare sapore a tutto, così come la fede dà sapore a tutta la vita: «La vita prende luce. I fedeli sono invitati a prendere coscienza di essere discepoli nel mondo, senza nascondersi nella massa ma essendo testimoni di vita».

La presenza delle Orsoline ad Asola continua a essere qualcosa che non ha solo un’importanza religiosa, ma anche civile.

Le suore si sono da subito, cioè dal lontano primo febbraio 1917, inserite silenziosamente nella comunità accudendo i bambini, insegnando il lavoro alle giovani, supportando le famiglie, ma soprattutto assistendo i malati, gli umili e i bisognosi. Il contributo che continua a essere dato ad Asola è insostituibile e inoltre si è trasferito anche in Burundi, in Africa.

Grazie alle suore fondatrici, le consorelle hanno continuato a portare avanti un’eredità importante, ricca, che continua a dare impulso alla formazione di coscienze.

Il vescovo Francesco Cavina si è chiesto «che cosa sarebbe stata Asola senza la preziosa presenza delle suore Orsoline». «Una domanda provocatoria - ha poi aggiunto - che intende ricordare che la vocazione, delle suore e dei sacerdoti, non è qualcosa di scontato. La presenza, la Parola evangelizzata con la preghiera e l’azione sono una testimonianza del loro servizio umile, silenzioso, fatto quasi in segreto. Il per sempre, oggi ben poco stimato e apprezzato, è la caratteristica fondamentale dell’amore».

Anche il parroco don Luigi Ballarini nella parte finale della messa ha ringraziato le suore e la Provvidenza che le ha donate ad Asola e alla sua comunità. Il prossimo appuntamento per il centenario delle Orsoline ad Asola sarà sabato 11 marzo alle 20.30 nella Casa Madre con il convegno “Tra memoria e profezia”.

Antonella Goldoni

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