E gli agricoltori si arrangiano: «C’è chi ricorre a veleni e badili»

L'assessore regionale Gianni Fava

Mancanza di fondi, botta e risposta fra politici. Il partito democratico: "Mancanza di fondi"

Mancanza di fondi, botta e risposta fra politici. Ma come è la reale situazione nei campi mantovani? «Non dovrei dirlo - confessa in modo anonimo un agricoltore e cacciatore - ma la gente si arrangia come può perché i piani non funzionano. Le nutrie fra 2015 e l’anno scorso sono aumentate notevolmente. Anche fra chi ha fatto i corsi ed è abilitato alle catture solo pochissimi hanno acquistato la pistola per sopprimere l’animale catturato. Come fanno? Chiedete in giro. Ma si sono viste scene terribili con nutrie uccise a badilate, quando non si usano i veleni perché spesso le aree da controllare sono troppo vaste».

Una situazione di emergenza accelerata anche dalla mancanza di fondi, sui quali il dibattito è aperto.

«Le affermazioni di Fava ricalcano completamente la nostra mozione, che evidentemente è stata letta e, a quanto pare, condivisa. Speriamo che ora Regione Lombardia ci metta i soldi e si parta con la campagna di eradicazione delle nutrie» è il commento di Marco Carra, consigliere regionale del Pd e capogruppo in VIII Commissione Agricoltura a proposito della necessità di trovare risorse nel bilancio regionale per contrastare il fenomeno.

«Da quanto tempo chiediamo fondi per questo motivo? Ci abbiamo provato anche durante l’ultima manovra di bilancio quando avevo chiesto di postare 600mila euro, ma la Regione ha sempre fatto orecchie da mercante. Ma se per intervenire sul problema mettesse sulla provincia di Mantova anche solo i fondi che ha dato per evitare il fallimento del Comune di San Martino dell’Argine, ad esempio, le nutrie sarebbero già sparite».

Un affondo al quale Fava replica: «Il mio impegno sul tema della lotta alle nutrie è forte perché quando ti chiamano i sindaci di tutti i partiti politici che vivono sul territorio una situazione di allarme, significa che siamo ben oltre i danni all’agricoltura - ha spiegato -. Ma non facciamo come qualche parlamentare, che è l’unico che non ha capito che la competenza è della Sanità e non dell’Agricoltura». (fr.r.)

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