«Condotta antisindacale nelle melonaie». La Lorenzini fa ricorso

I vertici della Lorenzini natura Amica, azienda produttrice di meloni di Santa Croce di Sermide, hanno presentato ricorso contro la sentenza di condanna per attività antisindacale emessa in dicembre

SERMIDE. Non parlano, fedeli alla linea del silenzio assunta dalla scorsa estate, quando il caso melonaie di Sermide è scoppiato a livello nazionale.
A parlare per loro sono le carte. I vertici della Lorenzini natura Amica, azienda produttrice di meloni di Santa Croce di Sermide, hanno presentato ricorso contro la sentenza di condanna per attività antisindacale emessa in dicembre, con la contestuale trasmissione degli atti in Procura per ulteriori accertamenti.
Il giudice aveva avallato le accuse della Flai Cgil che aveva dato il via all’azione legale in appoggio ad un gruppo di dipendenti, che reclamavano gli stipendi arretrati da gennaio.

Già in maggio il braccio di ferro aveva portato i lavoratori iscritti alla Flai Cgil ad uno sciopero, non condiviso dall’altro sindacato presente in azienda, che con la Lorenzini aveva invece sottoscritto un accordo.
A quel punto i lavoratori iscritti alla Cgil avevano denunciato di aver subito intimidazioni perché lasciassero la Cgil se volevano mantenere il posto di lavoro. Una situazione che aveva spinto il sindacato ad avviare la vertenza legale.
Il processo basato principalmente sulle testimonianze dei lavoratori si è concluso con la condanna della Lorenzini: «L'antisindacalità della condotta della società resistente consistente nelle intimidazioni rivolte ai lavoratori aderenti alla Cgil perché dessero la disdetta al predetto sindacato e, per l'effetto, ordina alla parte resistente di astenersi, anche in futuro, dal porre in essere condotte minacciose o intimidatorie nei confronti di lavoratori iscritti alla Cgil; condanna la società resistente al pagamento delle spese processuali sostenute dalla parte ricorrente».
Ora si attende il secondo round, oltre l’inchiesta della Procura.(r.c.)
 

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