Post-Ies, la Regione riapre subito la partita «Ma Mol ci aiuti a cercare partner»

L’assessore Parolini: «Convocheremo un nuovo tavolo. I progetti scartati erano deboli, serve altro». Il Comune: «Pronti al dialogo. La bioraffineria? Nessuna preclusione, ma mancavano gli investitori»

MANTOVA. Posti promessi entro marzo 2018: 232. Posti sicuri entro la fine del 2017: tra i 45 e i 70. Tetto massimo effettivamente raggiungibile nel lungo periodo: 115. Se il fallimento del piano per la reindustrializzazione dell’area Ies è nei numeri, l’assessore regionale allo sviluppo economico Mauro Parolini non può che prenderne atto e riaprire la partita: «Al di là del merito della vicenda che ha visto saltare il progetto cosiddetto lattughino, convocheremo presto il tavolo per riaffrontare la questione, su questo non ci sono dubbi – annuncia – Ma sia chiaro: ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità, a partire dalla stessa Ies. Come prevedono gli accordi, toccherà anche a loro essere parte attiva nella ricerca di nuovi partner e nuove opportunità per restituire a quell’area un valore importante dal punto di vista occupazionale. Servono altre idee e tutti dovranno dare il loro contributo».


Dentro a quel tutti sta anche Sofit, l’advisor finito nel mirino dei sindacati per aver dato il via libera a un progetto, quello del lattughino, poi rivelatosi privo di credibilità? «Guardi, non voglio entrare nel merito del fallimento dell’operazione – risponde Parolini – di certo non c’erano soluzioni facili e con il senno di poi è tutto più semplice. Registriamo che gli altri progetti, in particolare quello sul pellet, procedono bene e di questo siamo soddisfatti. A questo punto però si tratta di intervenire per correggere ciò che non ha funzionato».
Sull’ipotesi bioraffineria caldeggiata da Cgil e Uil l’assessore resta tiepido: «Se nel dicembre 2015 qualche progetto venne bocciato, non fu per caso ma perché, evidentemente, c’erano difficoltà di attuazione» taglia corto l’esponente della giunta Maroni.


Sul tema raffineria verde il consigliere comunale Alberto Grandi aveva tirato per la giacchetta anche l’amministrazione comunale. Il sindaco Mattia Palazzi resta un passo indietro e manda avanti il suo assessore all’ambiente: «Innanzi tutto bene fa la Regione a riconvocare il tavolo, che per altro era sempre rimasto aperto insieme ad altre iniziative a livello locale come quella per i contributi per le assunzioni degli ex Ies – premette Andrea Murari – Il tema della bioraffineria esiste nella misura in cui qualcuno intenda investire qualche decina di milioni di euro avendo la credibilità per farlo. Al momento della selezione dei progetti non mi risulta esistessero queste condizioni, almeno stando alla selezione effettuata da Sofit, nel merito della quale il Comune non aveva certo competenza né titolo per entrare. Se in futuro dovessero esserci condizioni diverse per la bioraffinazione saremo i primi a voler approfondire il progetto. Ma oggi contrapporre la bioraffinazione ai progetti che sono in campo non ha senso, perché avrebbero riguardato aree diverse e sarebbero quindi stati compatibili. Chi fa questo accostamento o non sa di cosa parla o utilizza un argomento strumentale. Dispiace invece molto – aggiunge l’assessore Murari – che uno dei progetti si sia arenato prima di svilupparsi. Dispiace anzitutto per quegli ex operai che si sono messi in gioco, investendo anche denaro, per costruirsi un’alternativa professionale al lavoro in raffineria. Il Comune continuerà a seguire il loro percorso come quello di tutti gli ex Ies ancora in cerca di occupazione».
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