Ex Ceramica: via i ruderi, poi case, negozi e scuole

Via al piano di riqualificazione Mantova Hub. Demolizioni in autunno: della vecchia fabbrica rimarranno solo le ciminiere. Previsti 200 abitanti e il trasloco del Mantegna

MANTOVA. Il recupero dell’ex ceramica a Fiera Catena (19.635 metri quadrati di degrado a due passi dal centro storico) è partito. Il primo passo è stato l’adozione, da parte della giunta, del piano attuativo proposto dai proprietari, la Vecchia Ceramica srl. Entro 20 giorni arriverà l’ok definitivo. Essendo conforme al Pgt, il piano non deve transitare in consiglio comunale e questo accelera tutto l’iter che porterà al recupero di una zona degradata su cui si erano infranti i tentativi delle amministrazioni locali degli ultimi 19 anni, con il nuovo palagiustizia e la nuova cittadella dei servizi che via via sono evaporati.


Ora sembra la volta buona grazie al progetto di riqualificazione della periferia est della città denominato «Mantova hub» che prevede, al posto della ex ceramica, la nuova sede dell’Istituto Mantegna, oltre a un mix di case, uffici e negozi, ottenuti con ristrutturazioni o nuove edificazioni, tra via Santa Marta, via San Nicolò e via Argine Maestro. Sorgerebbe lì la «piazza del pensiero» prevista dall’architetto Stefano Boeri nel suo masterplan.

«Dopo l’approvazione definitiva della giunta, tra pochi giorni firmeremo con il Comune la convenzione urbanistica» afferma l’architetto Paolo Vincenzi, progettista del piano proposto da Vecchia Ceramica, la società di proprietà per il 50% dell’immobiliarista mantovano Lorenzo Arioli e per il resto equamente diviso tra Giuliano e Maria Luisa Bianchi della famiglia di Lubiam.

«Entro sei mesi dalla firma della convenzione, probabilmente in autunno - scandisce il cronoprogramma - dovremo terminare gli interventi di demolizione e di messa in sicurezza dell’area, come ci siamo impegnati a fare con il Comune. Le due vecchie ciminiere resteranno in piedi, come testimonianza di archeologia industriale». Opere per 600-700mila euro propedeutiche alla realizzazione della scuola, «dopodiché - dice Vincenzi - investiremo altri 3 milioni per i 2mila metri di case su via Santa Marta». Questo sarà il primo step del piano, «poi - spiega il tecnico - vedremo come andrà il mercato perché non abbiamo intenzione di costruire edifici che rimangano vuoti. Bisognerà poi risolvere il problema del magone, lo scheletro in cemento che c’è tra via Greyson, piazza Polveriera e piazza Cappadocia; la sua presenza ci danneggia».


Vincenzi, a nome della proprietà, non può che esprimere la soddisfazione per il piano di recupero che finalmente decolla: «Il Comune - aggiunge - ci ha coinvolto nel progetto di Mantova hub, dal quale è bene precisarlo non riceveremo un euro di soldi pubblici, e siamo pronti a rispettare gli obblighi che ci siamo presi nei suoi confronti».
Il volano per rilanciare la riqualificazione dell’intero comparto questa volta sarà una scuola. I privati cederanno al Comune l’area dell’ex ceramica (6.822 metri quadrati) per pagare la monetizzazione delle aree destinate a servizi e gli oneri concessori. Una perizia ha indicato in 5 milioni 244mila euro il valore di area e fabbricato, mentre tra monetizzazioni (2,8 milioni) e oneri concessori (1,429 milioni), al Comune, secondo una prima stima, andrebbero 4 milioni 238mila euro.

Tra via Roma e Vecchia Ceramica c’è un accordo in base al quale se la somma che spetta al Comune eccederà il valore dell’area, la società verserà la differenza; nel caso, invece, sia inferiore il Comune non dovrà nulla e si andrà pari con l’area. Il Comune costruirà a proprie spese (con i soldi del bando periferie) il complesso scolastico, comprese le opere di urbanizzazione.
Tra recupero degli edifici esistenti e nuovi alloggi, il piano prevede un insediamento di duecento abitanti. L’intenzione però è partire con il recupero degli edifici lungo via Santa Marta e Argine Maestro e vicolo San Nicolò (2.300 metri quadrati di superficie, 6.900 metri cubi di volumetria) e poi di stare alla finestra, in attesa che il mercato immobiliare si riprenda. Gli edifici lungo via Santa Marta e vicolo San Nicolò (E1) dovranno mantenere l’altezza esistente; quelli lungo via San Nicolò e via Argine Maestro (E2) potranno al massimo essere ampliati con due piani fuori terra. Qui si prevede un insediamento di 46 abitanti.


L’immobile contiguo al polo scolastico (E3, 2.750 metri quadrati) ospiterà, invece, negozi e uffici. Avranno una destinazione mista residenziale e commerciale-direzionale gli edifici di nuova costruzione (N, 7.480 metri quadrati di residenza per 22.400 metri cubi, 3.670 metri quadrati di commerciale-direzionale). E potranno avere un’altezza massima di tre piani, con la possibilità di ricavare garage nel sottosuolo.
Non serviranno opere di urbanizzazione essendo il piano inserito in un contesto dove già ci sono strade e reti dei pubblici servizi (il privato dovrà solo fare gli allacciamenti degli edifici alle reti). In questa zona potrebbero insediarsi 150 abitanti, ma prima dovranno aspettare che siano vendute le case ristrutturate.

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