Quattro operai in nero nel laboratorio cinese

Arrestato il titolare di una ditta del settore calze: i dipendenti irregolari saranno espulsi

CERESARA. Dopo il fermo dell'attività e una denuncia a Ponti sul Mincio della settimana scorsa, ancora un laboratorio tessile irregolare. La nuova scoperta è stata fatta a Ceresara in un blitz coordinato dai carabinieri di Piubega, aiutati dai colleghi dell’ispettorato del lavoro di Mantova, polizia locale di Castel Goffredo–Ceresara, personale Ats del distretto di Asola, oltre a Inps e Inail di Mantova.

Il copione è più o meno sempre lo stesso. Le forze dell'ordine due giorni fa hanno fatto irruzione nel capannone di via Sant'Agnese 16/18 Zhu Huiyong: al lavoro, chini sulle macchine da cucire a confezionare, una decina di operai, uomini e donne, tutti maggiorenni, tutti cinesi. Controllati i documenti di ognuno di loro, è emerso che quattro erano, non solo privi di contratto di lavoro, ma pure clandestini. Per i quattro, quindi, è stata avviata la procedura di espulsione, mentre il titolare, Zhu Huiyong, 41 anni, residente in paese, lo stesso che dà il nome al laboratorio, è stato arrestato per sfruttamento della manodopera clandestina.

Il laboratorio scoperto

Avendo alle dipendenze dei clandestini, il titolare aveva provveduto anche, come spesso avviene in questo caso, a creare all'interno del laboratorio una specie di comune: un'abitazione divisa in alcune stanzette di fortuna con materassi appoggiati su pallet, mobili realizzati con gli scatoloni e una cucina, dove i lavoratori "fantasma" vivevano nelle poche ore libere dal lavoro.

Nel laboratorio, le forze dell'ordine hanno rinvenuto anche 1500 dozzine di calze già confezionate del valore di circa 10.000 euro, che sono state sottoposte a sequestro penale e affidate in custodia allo stesso proprietario. L'attività comunque è stata sospesa e l’ispettorato del lavoro ha multato il responsabile  per 16.500 euro per una serie di violazioni amministrative. L'arrestato ora si trova in carcere. 

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