Blitz della Finanza, ipotesi bancarotta alla Tecno Plants

La Tecno Plants si era aggiudicata l'appalto per la manutenzione di alcuni impianti in Versalis

Indagati 5 manager della ditta che aveva l’appalto Versalis. Mesi di salario non pagati, stop alla vendita di una Porsche

MANTOVA. Un debito da 18 milioni di euro e una serie di vendite in atto che rappresentano distrazioni dal patrimonio, in due parole «bancarotta fraudolenta». Questa l’ipotesi che ha fatto scattare una serie di controlli e perquisizioni da parte della Finanza di Rovigo: cinque le persone indagate, alla guida di tre società del settore della progettazione e manutenzione di impianti petrolchimici riconducibili a un’unica azienda, la Tecno Plants di Occhiobello, operativa anche a Mantova, nel perimetro di Versalis.

A innescare il blitz della Fiamme gialle, la vendita accertata di un’auto d’epoca – una Porsche 911 – per cui è stato bloccato il passaggio di valuta (72mila euro). Allo stesso modo, sarebbero in corso cessioni di altre auto, di automezzi di vario tipo e attrezzature da lavoro, per i quali si sta valutando come intervenire a congelare il patrimonio per i creditori eventuali. Due delle società sono già andate gambe alla aria, fallite, per la terza è stato chiesto il fallimento dalla Procura di Rovigo.

Le aziende in questione non avrebbero versato Iva, Ires e Irap, ritenute previdenziali e altri tributi e, soprattutto, gli stipendi di decine di dipendenti dell’azienda: una trentina a Mantova (ma nel corso dei mesi il numero si è assottigliato), una cinquantina nel petrolchimico di Ferrara. Di stipendi i lavoratori di Mantova ne hanno visto soltanto uno, poi basta: la mensilità dell’agosto 2016, il primo mese dell’appalto vinto da Tecno Plants per la manutenzione di alcuni impianti.

Un incarico di tre anni, deragliato subito, tra la rabbia e la preoccupazione dei dipendenti. Preoccupati, i lavoratori, al punto da sollecitare – attraverso la Cgil – un confronto in prefettura. Convocati da Carla Cincarilli, lo scorso dicembre attorno al tavolo si erano seduti Comune, Provincia, sindacato e le aziende coinvolte. In quell’occasione la Cgil aveva chiesto a Versalis di intervenire a pagare direttamente gli stipendi ai lavoratori in attesa, scontando la cifra dal compenso per Tecno Plants. Cauta la risposta di Versalis, che si era riservata di discutere la questione con Eni. La richiesta non ha avuto seguito ma, nel frattempo, a restituire una prospettiva ai lavoratori, l’appalto è stato assegnato a un’altra azienda, la Berengo di Mestre, solida e regolare nei pagamenti.

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