Freno alle slot: dal Tar sì alle sanzioni 

Respinto il ricorso della società del Bingo: il Comune può sospendere l’attività se non si rispettano i limiti orari

MANTOVA. Invest Gaming 1 - Mantova 2: finisce così la sfida delle slot tra la società che gestisce il Bingo di via Acerbi e il Comune, che dal 2015 (giunta Sodano) ha imposto ai signori dell’azzardo dei limiti orari per mettere in pausa la febbre dei giocatori, agganciandoci pure delle sanzioni in caso di inosservanza. Sanzioni che, con la sua ultima sentenza, il Tar di Brescia ha giudicato legittime.

Al Tribunale amministrativo la società Invest Gaming si era rivolta dopo essere andata a sbattere contro il muro del Consiglio di Stato, che aveva riconosciuto al sindaco il potere di ordinare lo spegnimento delle slot nelle ore centrali della giornata per contrastare la ludopatia: il tentativo successivo è stato quello di smontare l’ordinanza disinnescandone le sanzioni.

Non tanto quelle pecuniarie (poca roba rispetto ai guadagni attesi), quanto la sospensione dell’attività da 1 a 5 giorni in caso di recidiva. Come quella in cui è inciampata la società del Bingo. Il primo round era andato ad Invest Gaming, che dal Tar aveva ottenuto il congelamento della sanzione.

«Una novità di valenza nazionale» aveva esultato l’avvocato, argomentando che «le sale vengono aperte con l’autorizzazione del questore e non del sindaco». A spegnere l’entusiasmo è arrivata la sentenza (pubblicata ieri): dopo aver ribadito «che è indubbio il potere del Comune di regolamentare gli orari di esercizio delle sale giochi autorizzate e del funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro», i giudici amministrativi di Brescia richiamano «una condivisa interpretazione giurisprudenziale» secondo cui l’articolo 10 del Testo unico delle leggi sulla pubblica sicurezza (circa la revoca e la sospensione delle autorizzazioni di polizia in caso di abuso) è utilizzabile anche dall’amministrazione comunale «per sanzionare ipotesi di abuso delle licenze di somministrazione di alimenti e bevande».

Morale, «la sanzione della sospensione irrogata a seguito dell’accertata reiterata violazione delle disposizioni e prescrizioni relative agli orari di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro trova adeguata copertura in fonte di rango primario». Ricorso infondato. Sentenza, questa del Tar, che potrebbe orientare il Tribunale di Mantova, al quale si è rivolta la società Allstar di Bolzano (gruppo Novomatic, marchio Admiral), seguendo la strada altra del procedimento contro le pretese sanzionatorie della pubblica amministrazione. Stoppata per tre giorni, la società pretende il risarcimento dei danni. Strada altra, stessa meta. (ig.cip)

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