Allerta per il bus scomparso. Era nascosto in un capannone

Quingentole. Per fortuna non di attentato si trattava, ma di un furto dal ricco bottino: un pullman dal valore di 440mila euro

QUINGENTOLE. Erano passati solo pochi giorni dall’attentato di Stoccolma, quando un camion appena rubato lanciato all’impazzata ha ucciso quattro persone. E quella stessa sera i media raccontavano del grave fatto di Dortmund, con le esplosioni nelle vicinanze del bus della squadra di calcio del Borussia. Così, quando alla Polstrada di Verona è arrivata la notizia che a Garda era appena scomparso un bus turistico, la tensione è arrivate alle stelle.

Per fortuna non di attentato si trattava, ma di un furto dal ricco bottino: un pullman dal valore di 440mila euro. La storia, iniziata sul lago, ha svolgimento ed epilogo nel Mantovano. Perché è in un capannone di Quingentole che il grosso e costoso mezzo è stato ritrovato.

Nei giorni successivi a quello del furto, cioè martedì, la stradale controllava una Bmw fermata a Nogarole Rocca sull’A22 quando sono spuntati un cronotachigrafo, la carta digitale di un autista tedesco (e la sua cravatta) e una macchina fotografica digitale. Da dove provenivano? Ma dal bus rubato. A dimostrarlo alcune foto del pullman a bordo. Tutto sequestrato, mentre due serbi vengono denunciati per ricettazione. La polizia, guidata dal comandante Girolamo Lacquaniti, va avanti: la Bmw risulta essere entrata in A22 da Mantova Sud, e grazie anche alle foto si arriva a un capannone di Quingentole affittato a dicembre ad altri due serbi. Dentro, il bus. Uno dei denunciati, 35 anni di Verona, ha fatto parte di un’organizzazione internazionale specializzata nei furti di bus.

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