La lezione della Fedoroff: "Ogm? Scelta necessaria"

L'intervento della Fedoroff al Bibiena

Al Bibiena la guru della biotecnologia, ex consulente dei governi americani. "Da migliaia di anni l'uomo modifica le piante: per questo abbiamo sempre cibo"

Food&Science, la lezione della guru Usa Fedoroff: gli ogm scelta necessaria

MANTOVA. Pubblico numeroso di giovani e giovanissimi per la lectio magistralis della scienziata Nina Fedoroff, già consulente di diversi governi Usa, ieri pomeriggio al Bibiena per Food&Science Festival. Proprio a loro la biologa parla, cercando di fare breccia nel pregiudizio anti-Ogm che permea «credenze che si alimentano con la paura».

«Ogm? Da 10.000 anni l'uomo modifica le piante, per renderle più produttive, più resistenti e adattarle all’ambiente. Grazie a ciò oggi viviamo in una civiltà urbana, con negozi pieni di derrate di cibo e la popolazione mondiale è molto più numerosa di quella che potrebbe sopravvivere senza questa evoluzione» dichiara. Il continuo aumento della popolazione chiede che l’agricoltura faccia un’altra evoluzione, diventando più sostenibile: «Più cibo, ma al contempo meno terra, meno acqua, meno energia e meno chimica».

Per farlo l’aiuto della genetica è imprescindibile: «La seconda rivoluzione verde si basa sui metodi molecolari della tecnica Crispr/cas. Si spezzetta il dna e si ricombina mescolando i geni». Tutto molto difficile, per il numero di combinazioni che si possono creare: «Noi cerchiamo uno specifico carattere, come se fosse una lettera in un libro. Ecco il patrimonio genetico di un essere umano sono le lettere contenute in 6mila libri. Con questa tecnica, noi semplifichiamo il lavoro ricercando una combinazione di lettere che forma una parola». Un processo lungo e costoso ed è questo il motivo per cui oggi esistono solo quattro organismi geneticamente modificati: cotone, mais, soia e canola.

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«Le modifiche genetiche - spiega Fedoroff - li rendono resistenti alle aggressioni delle malattie, risparmiando tonnellate di pesticidi e aumentando la produttività. Ci sono altre sperimentazioni molto interessanti; mucca senza corna, per evitare di strapparle ai vitellini, zanzare che aggrediscono le altre zanzare portatrici del virus della dengue, salmoni che crescono più velocemente, papaia resistente ai batteri che la attaccano». Il problema, oltre ai costi di ricerca di centinaia di milioni di dollari, è la lentezza delle autorità che devono regolamentare questi prodotti. Perché c’è paura di quello che non conosciamo, ma dobbiamo fare in fretta, oppure la pressione demografica causerà gravi differenze economiche che alla fine distruggeranno la nostra civiltà. (dad)

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