Viadana, Composad in sciopero: bloccata la produzione

Dodici ore d’astensione dei dipendenti Cobas. «C’erano anche gli interinali». Legacoop durissima: «Grave atto di irresponsabilità». Il caso arriva al governo

VIADANA. Si sono tenute il 17 maggio le prime dodici ore di sciopero indette da Adl Cobas in risposta all’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 271 lavoratori della cooperativa Viadana Facchini. Per rivendicare la continuità occupazionale, gli scioperanti si sono adunati davanti al magazzino Composad (gestito in appalto dall’associazione Clo-Viadana Facchini), ed hanno di fatto bloccato la produzione.


«Nel reparto imballi – assicura Adl Cobas – l’adesione è stata totale. Si sono astenuti volontariamente anche gli interinali, in forza da sabato con contratti da 2 a 7 giorni. Non era scontato, visto il clima di paura che committenza e cooperative hanno provato a creare negli ultimi giorni. Abbiamo incassato la solidarietà pure dei colleghi del reparto spedizioni (una diversa coop), che si sono dichiarati pronti a sostenerci nei prossimi sviluppi».

L’assemblea dei lavoratori aderenti Cobas ha deliberato un pacchetto di manifestazioni. «Ora attendiamo la risposta di coop, azienda e istituzioni alla nostra richiesta di incontro entro fine settimana», conclude Adl Cobas.
Una pretesa sbagliata, secondo Legacoop che ha chiesto ieri attraverso un comunicato di sospendere lo sciopero e le forme di protesta: «Lo sciopero è stato indetto con meno di sei ore di preavviso e nelle prime ore del mattino sono stati bloccati gli accessi al personale e dei camion: un grave atto di irresponsabilità, che alimenta la tensione e vanifica gli sforzi fatti nei giorni scorsi per raggiungere buone performance produttive e diminuire gli arretrati. Inutile poi richiedere altri tavoli, quando gli stessi Cobas, col supporto Cisl, hanno fatto fallire quello promosso dal prefetto».


Legacoop si appella ai singoli lavoratori: «Chiediamo una moratoria di dieci giorni, senza interruzioni di produzione, per far fronte all’evasione degli ordini in ritardo. A fronte di ciò, ci impegniamo ad avviare una trattativa con la committenza, alla ricerca di una soluzione che garantisca produttività, efficienza e la massima occupazione». La richiesta di sospendere le attività sindacali per dieci giorni è stata respinta all’unanimità dai lavoratori Cobas. Per oggi, peraltro, non è previsto un nuovo sciopero. Ma le iniziative di protesta potranno susseguirsi con un minimo preavviso.


Intanto l’onorevole Giovanni Paglia (Sinistra italiana) ha presentato un’interrogazione urgente al Governo: «È inaccettabile che Composad, da cui dipende in ultima istanza il destino dei lavoratori, non tuteli la continuità occupazionale, nonostante gli accordi firmati con Prefetto e Provincia, vale a dire Stato ed enti locali».
Riccardo Negri

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