Clandestini al lavoro: in manette due donne

Quattro operai su dieci senza documenti regolari, sequestrata merce per 100mila euro e sospesa l'attività. In carcere la titolare e la collaboratrice che reclutava la manodopera

CASTEL GOFFREDO. Ancora un laboratorio tessile sotto sequestro perché impiegava clandestini. Il blitz è stato compiuto ieri mattina all'alba, mercoledì 24 maggio, dai carabinieri di Castel Goffredo insieme ai colleghi di Asola, dell'Ispettorato del Lavoro di Mantova e la Polizia Locale impegnati nel contrasto al lavoro nero nel distretto della calza,  dopo l’istituzione, dall’agosto dello scorso anno, della task force costituita dalla Prefettura di Mantova, composta da appartenenti alle forze di polizia, polizie locali, referenti Inail-Inps, Camera di Commercio ed Ispettorato del Lavoro, il cui coordinamento è affidato al Comandante della Compagnia Carabinieri di Castiglione delle Stiviere, maggiore Simone Toni.

Nel laboratorio, Confezioni LZ di via Martiri di Belfiore, i carabinieri hanno trovato al lavoro di confezionamento calze dieci operai, quattro dei quali clandestini in Italia. Di conseguenza la titolare, una donna cinese di 38 anni e una sua collaboratrice, la responsabile del reclutamento della manodopera, sono state arrestate per favoreggiamento e sfruttamento di manodopera clandestina.

I dipendenti clandestini invece sono stati sottoposti a foto-segnalamento e  invitati a presentarsi in Questura  per avviare la procedura di espulsione dall'Italia. Dentro il laboratorio c'era merce già pronta per essere consegnata di un valore complessivo di 100.000 euro;  sia lo stabile che la merce sono stati sequestrati penalmente ed affidati, in custodia giudiziaria, alla proprietaria dell’immobile.

Il personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro ha inoltre sospeso l'attività ed emesso un verbale di 16.000 euro a carico della titolare. Le due donne arrestate, dopo l'identificazione, sono state accompagnate in carcere.

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