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«Clima di violenza»: Composad chiude

«Intimiditi lavoratori e clienti», ma gli scioperanti smentiscono. Serrata dal 30 maggio quando scatta la manifestazione

di Francesco Romani
1 minuto di lettura

VIADANA. Si inasprisce ulteriormente la vicenda Viadana Facchini. Composad (Gruppo Saviola), che produce mobili in kit e dove lavora in esclusiva la coop dal 29 maggio in sciopero e presidio per l’avvio di 271 licenziamenti, ha annuncia la chiusura dello stabilimento viadanese sino a data da destinarsi «in seguito al blocco operato in entrata e in uscita dagli stabilimenti».

«Considerando il clima di violenza ed intimidazione che sta subendo chiunque si avvicini ai cancelli dell'azienda – si legge nel comunicato emesso il 29 maggio in serata – e vista l'impossibilità di garantire ai nostri lavoratori, clienti, ospiti e collaboratori le condizioni minime di sicurezza degne di un Paese civile, la direzione ha assunto la decisione di interrompere ogni produzione e chiudere lo stabilimento di Composad a partire da domani mattina, 30 maggio, sino a quando non sarà ripristinata una situazione di piena normalità rispetto allo svolgersi delle attività aziendali».

L’azienda lamenta dal 29 maggio il «blocco totale relativo all’ingresso delle merci e delle persone». Fatto che però viene smentito direttamente dai rappresentanti dei sindacati in sciopero, Stefano Re per Adl Cobas ed Emmanuele Monti di Fit Cisl. «Il presidio davanti ai cancelli è stato del tutto tranquillo dicono e si è svolto nella maniera assolutamente civile. Non c’è stato il lamentato blocco totale né delle merci, né delle persone, ma solo il rallentamento ai cancelli. C’è stato disagio, ma non blocco totale e gli unici che non sono entrati nello stabilimento sono i lavoratori in sciopero mentre l’attività all’interno è stata svolta».

La serrata scatta il 30 maggio quando i lavoratori in presidio si sposteranno in piazza Matteotti, dove – dalle 9.30 alle 12 – terranno una manifestazione pubblica. Popolazione e partiti politici sono invitati a partecipare: «Diritti e dignità sul lavoro sono un bene comune. Difendiamoli tutti assieme». Domani scadrà il contratto d’appalto per la gestione del magazzino Composad e per 271 lavoratori non v’è alcuna certezza sul futuro. Anche ieri le organizzazioni sindacali si sono sedute ad un tavolo con Legacoop e Viadana Facchini. Il confronto si è chiuso con un nulla di fatto.

Al tavolo ha preso parte, per la prima volta dall’avvio della vertenza, anche la rappresentanza Uil Trasporti: «Siamo – afferma Giovanni Votta (segreteria Uilt) – pienamente solidali coi lavoratori. Riteniamo che gli scioperi siano la manifestazione di un disagio; ma è importante che non pregiudichino la ripresa produttiva». Sono intanto scese nuovamente in campo le forze politiche. Il senatore M5S Luigi Gaetti ha presentato un’interrogazione al Governo: «La drammatica situazione in cui versano questi lavoratori merita adeguata attenzione anche da parte dei ministeri competenti». Il parlamentare chiede si riapra al più presto il tavolo di confronto istituzionale. (ha collab. Riccardo Negri)

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