Allarme della Cgil: «Preside part-time in una scuola su 4»

In pensione da settembre i dirigenti Bonaglia, Cremonesi, Ceriani, Quadrani e Salami. Il sindacato: non saranno sostituiti. Preoccupazione anche per gli istituti privi di direttori amministrativi titolari

MANTOVA. Sono cinque i presidi mantovani che, dal primo settembre, andranno in pensione. Cinque posti dirigenziali destinati a non avere eredi, se non attraverso lo strumento della reggenza. In altre parole le scuole guidate dai cinque presidi in questione verranno affidate ai dirigenti titolari di altri istituti scolastici.

Cosa che manda in allarme il sindacato scolastico della Cgil, la Flc, il cui segretario Massimiliano De Conca avvisa: «Considerando che già 8 scuole vengono guidate da 8 dirigente reggenti, dal prossimo anno scolastico il numero di istituti affidati a presidi titolari in altre scuole salirà a 13».

Ma per la Cgil il dato forse ancor più preoccupante è la progressiva estinzione nelle scuole mantovane (e non solo) dei direttori amministrativi (quelli che un tempo erano chiamati “segretari scolastici”) : «I direttori che vanno in pensione non vengono sostituiti visto che da anni non si fa il concorso. Il prossimo settembre, solo il 40% delle scuole avrà un direttore amministrativo vero e proprio. Le altre lo rimpiazzeranno con personale di certo capace, ma precario».

Insomma, il panorama dirigenziale della scuola mantovana, secondo quanto prevede la Flc, rischia di tornare allo scenario di alcuni anni fa, con presidi che devono farsi carico di due istituti scolastici con inevitabili disagi. Basta pensare cosa può significare un dirigente che deve guidare due istituti comprensivi in provincia, con sedi scolastiche (dalle materne alle medie) distribuite su più comuni.

Certo, la cosa accade da molto tempo e le scuole funzionano: ma è evidente che questa non è la condizione migliore per garantire un contatto famiglie -preside in caso di necessità. Chi sono i presidi ad andare in pensione? Due sono dirigenti di scuola superiore: Maria Rosa Cremonesi, del liceo delle scienze sociali D’Este, del liceo musicale e dell’ Is D’Arco (ex Geometri) di città e Fabrizio Quadrani, dirigente all’Is Gonzaga di Castiglione delle Stiviere. In pensione anche Cristina Bonaglia, preside del Cpia, la scuola per adulti, conosciuta soprattutto per il suo periodo di presidenza al Fermi. Gli altri due presidi che avranno la meritata pensione sono di due comprensivi: Aurelio Ceriani dell’Ic di Canneto sull’Oglio e Sanzio Salami, preside dell’Ic di Roverbella.

«Un’importante emorragia è legata al pensionamento dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali amministrativi (Dsga) a cui non corrisponde l’adeguato ricambio - osserva De Conca - Il ministro Valeria Fedeli ha promesso un nuovo concorso per dirigenti scolastici a partire da luglio, ma non potrà chiudersi prima del nuovo anno scolastico. Una scuola su quattro sarà in reggenza. Il problema più grave riguarda le segreterie, chiamate a svolgere compiti sempre più delicati e incisivi. Il concorso da Dsga è nei cassetti del Ministero almeno dal 2010. Una mancanza di rispetto verso quel personale che da anni sta lavorando al meglio garantendo una buona qualità del servizio scolastico».

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