Le bortolane nella paglia. Via al business dei funghi

Debutta a Viadana, località Casaletto, il business dei funghi. Nell’azienda agricola Pennona (così chiamata per la forma che ricorda la vela di una nave) su 360 balle di paglia, sono state ricreate le condizioni ambientali perfette per la proliferazione dei Pleurotus ostreatus, la “bortolana”

VIADANA. Debutta a Viadana, località Casaletto, il business dei funghi. Nell’azienda agricola Pennona (così chiamata per la forma che ricorda la vela di una nave) su 360 balle di paglia, sono state ricreate le condizioni ambientali perfette per la proliferazione dei Pleurotus ostreatus, quello che nel mantovano è conosciuto più comunemente come “bortolana”.
Ad avere l’idea Marcella Sassi, che insieme al marito Rosolino Bonazzi gestisce l’azienda: «Ci serviva qualcosa che consumasse poco terreno, e il fungo sotto questo punto di vista è una coltura non complicata, che richiede poca terra». Ecco allora che nello scorso mese di marzo è partita questa avventura, con la creazione della prima fungaia. «Al momento coltiviamo soltanto una varietà, il Pleurotus ostreatus, quello che nel Mantovano è conosciuto come bortolana, ma in futuro ci allargheremo e inizieremo a coltivare anche il cosiddetto champignon. Per le varietà pioppino e cardoncello invece servirebbe un’estensione territoriale maggiore».

Ogni piccola balla di paglia, dal peso di 23 chilogrammi, garantisce una produzione di 6-7 chili di funghi con un ciclo produttivo che dura tre mesi. La temperatura esterna non deve superare i 24-25 gradi centigradi, mentre quella interna è tenuta sotto controllo con termometri a sonda. In un anno, considerando che a luglio e agosto a causa del caldo la produzione resta ferma, si riescono a realizzare almeno tre cicli produttivi. I funghi prodotti a corte Pennona sono del tutto naturali, visto che la coltivazione non prevede l’utilizzo di sostanze chimiche.

A livello economico le rese sono discrete: «Vendiamo i nostri prodotti direttamente a piccoli mercati, ma ci appoggiamo anche al centro agroalimentare di Parma e ad altre realtà mantovane. Dipende dal canale, ma il Pleurotus viene venduto sopra i due euro, al massimo 2,50 euro al chilo, mentre lo champignon è quotato circa 1,50-1,60 euro. Per il prodotto in eccedenza ci stiamo attrezzando con un piccolo essicatore, in modo da confezionare funghi secchi e venderli in barattolo o in busta».
Per il futuro i piani sono ambiziosi: «Siamo solo nella fase iniziale della nostra avventura – spiegano i coniugi – vorremmo realizzare almeno altre due fungaie, con spazio anche per più di trecento balle di paglia per i funghi champignon, che crescono tutto l’anno. A pieno regime l’azienda dovrebbe essere in grado di fornirci qualche quintale di prodotto alla settimana». (dad)

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