L’insulto corre sui social: l'ospedale di Mantova vieta foto e video

Al pronto soccorso pediatrico del Carlo Poma smartphone ammessi solo per le telefonate. Per tutelare la privacy dei minori ed evitare offese all’ospedale su Facebook

MANTOVA. La stretta per medici e infermieri era arrivata a fine marzo, quando la direzione del Poma aveva deciso di mettere un freno a commenti e foto sui profili privati dei social media dei suoi dipendenti attraverso l’adozione di un regolamento che richiamava al rispetto del codice etico comportamentale.


Lo stop per accompagnatori e piccoli pazienti in transito al pronto soccorso pediatrico è arrivato nei giorni scorsi. Sulla porta di accesso della pediatria, quella di collegamento tra il pronto soccorso generale e quello pediatrico, è stato affisso un cartello che in modo chiaro e inequivocabile vieta registrazioni audio, video e foto per finalità di diffusione sui social media. Con un monito: “Si applicano le disposizioni e i limiti stabiliti dal codice della privacy e dal codice civile”. Come dire: chi sgarra può andare incontro a guai seri.


Di fatto la direzione non impedisce l’utilizzo degli smartphone dei genitori e piccoli pazienti, ma limita l’uso alle semplici telefonate. Banditi video, foto e registrazioni audio e conseguente pubblicazione sui social media. Il perché non è specificato, ma stando a quando dicono in reparto il divieto rivolto a genitori e minorenni avrebbe una doppia motivazione: la prima è ovviamente legata alla privacy sanitaria e soprattutto al fatto che le sale d’attesa e i corridoi sono pieni di minorenni, la seconda è invece un richiamo ai genitori che a quanto risulta hanno maturato l’abitudine di fotografare il monitor della lista d’attesa postando successivamente commenti poco eleganti nel caso in cui l’orario previsto non venga rispettato.
Insomma, una sorta di sfogo per vendicarsi, parlando male dell’ospedale nell’ipotesi in cui l’attesa si sia prolungata più del dovuto.


A fine marzo la direzione del Poma aveva deciso di assumere due vademecum proprio in tema di social media: una guida per la loro gestione e un codice comportamentale rivolto ai propri professionisti, sia per l’utilizzo dei canali social in ambito istituzionale che per quelli privati. Con un richiamo preciso riservato a tutti i dipendenti attraverso il quale viene ricordato che chi utilizza i social, anche quelli privati, è tenuto a rispettare le regole di comportamento aziendali secondo quanto stabilito dal codice etico deliberato nel 2014 dall’ex azienda ospedaliera e tuttora in vigore.
«I dipendenti della Asst sono tenuti a rispettare alcune regole di condotta quando utilizzano i social media per attività private. È importante ricordare che il comportamento assunto in rete ha conseguenze, potenzialmente anche negative, sulla reputazione dell’azienda».
 

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