La Cardiochirurgia del Poma fa scuola anche in Australia

Il primario Manfredo Rambaldini (in camice bianco) insieme ai medici australiani

Specialisti da Melbourne e Sidney per imparare la nuova tecnica operatoria eseguita all'ospedale di Mantova

MANTOVA. Da tutto il mondo: dagli Usa, dalla Germania, da Parigi, dall’est Europa e ora anche dalla lontana Australia. Prosegue la sfilata di cardiochirurghi internazionali in visita al reparto di Cardiochirurgia del Carlo Poma, diretto dal primario Manfredo Rambaldini, per apprendere la nuova tecnica di impianto di valvola cardiaca modello Perceval senza suture e in anestesia epidurale.

Ieri cinque specialisti hanno seguito in diretta in sala operatoria due interventi su due pazienti quasi 80enni. Ecco i loro nomi: Andrie Stroebel (Gold Coast Hospital), Andrew Newcombe (St. Vincent Hospital di Melbourne), Trevor Fayers (Holy Spirit Hospital di Brisbane), Graham Meredit (Westmead Hospital di Sidney), David Marshman (Royal North Shore Hospital di Sidney). L’intero staff si fermerà anche oggi per una visita alla città.

Al Poma sono passati, negli ultimi anni, anche quattro tra i migliori specialisti americani e il professor Gabriel Aldea, primario all'università di Washington a Seattle. La Cardiochirurgia di Mantova è stata la prima a livello europeo a utilizzare questa nuova tecnica, oggi esportata in tutto il mondo. Nel 2012 nel reparto di Rambaldini arrivò a sorpresa anche il professor Alfredo Trento, di origini pavesi, direttore della chirurgia cardiotoracica del Medical Center di Beverly Hills, meglio consciuto come il cardiochirurgo delle star di Hollywood.

E pochi giorni dopo, sempre per imparare la tecnica operatoria, fu il turno del primario di un ospedale in Arabia Saudita. Sono decine finora i pazienti sottoposti all'innovativo intervento che consiste nell’impianto di una protesi valvolare aortica ('Perceval') di tipo biologico senza l'ausilio di suture. In questo modo vengono abbattuti i tempi previsti per fermare l'attività del cuore e attivare la circolazione extra-corporea: se per posizionare una protesi tradizionale sono necessari a un cardiochirurgo esperto circa 45-60 minuti, con questo nuovo device l'impianto avviene in 15-25 minuti.

L'interesse del mondo scientifico internazionale per la tipologia di intervento eseguita al Poma è grande. Ecco perché oltre a numerosi cardiochirurghi e anestesisti italiani, anche specialisti stranieri hanno chiesto di poter assistere alla nuova metodica. La protesi è costituita da una gabbia di una particolare lega metallica termoreattiva e con memoria di forma in nitinolo (nichel e titanio) che si autoespande al momento dell'inserimento e sulla quale è montata una protesi valvolare biologica in pericardio bovino. L'impianto, che va a sostituire la valvola nativa, non necessita di suture (taglio massimo 10-12 centimetri) e riduce notevolmente i tempi di circolazione extra-corporea e di arresto cardiaco.
 

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