La Bocconi omaggia Francesca 

Il rettore: «Borsa di studio in sua memoria, era un modello». Dalla Cina per la cerimonia

REVERE. L’Università Bocconi di Milano ha istituito una borsa di studio in memoria di Francesca Piva, la 24enne studentessa morta nel marzo scorso in Cina dove si era recata per completare gli studi. La toccante cerimonia si è svolta mercoledì alla presenza di un centinaio fra studenti, amici e conoscenti, alcuni giunti appositamente della Cina e dei familiari. Francesca, dopo la laurea triennale in Economia, stava seguendo la specializzazione secondo la modalità del double degree (doppia laurea) che prevede di completare gli studi in un’Università convenzionata all’estero. Per questo si era recata a Fudan, in Cina, e quindi, dopo essere stata assunta dalla multinazionale Dfs, ad Hong Kong. Da qui sarebbe tornata in aprile in Italia per discutere la tesa alla Bocconi.

Una meningite fulminante l’ha però stroncata poche settimane prima.


La cerimonia è iniziata con una messa e quindi si è spostata nell’aula Zappa dove è stato il rettore in persona, Gianmarco Verona, a ricordare Francesca «come esempio di una studentessa modello, aperta al mondo». Ricordi sono stati fatti, davanti a circa un centinaio di persone. C’erano i rappresentanti cinesi della Dfs, il consigliere delegato di facoltà, la relatrice della tesi, la professoressa Francesca Rinaldi, il direttore della scuola di Economia e la sua compagna di stanza in Cina. «È stato commovente – conferma il papà Enrico - perché attraverso il ricordo degli amici abbiamo conosciuto risvolti di Francesca che non conoscevamo e il positivo ricordo che aveva lasciato in tutti».

Alla famiglia è stato consegnato l’attestato che certifica il superamento di tutti gli esami (a Francesca mancava solo la laurea). Quindi è stata data notizia dell’intitolazione di una borsa di studio a lei dedicata con la quale la Bocconi pagherà gli studi ad uno studente che voglia, sull’esempio di Francesca, concludere gli studi in Cina.

Fracnesco Romani
 

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