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Rubava sui buoni mensa. A processo la tabaccaia

Suzzara. Doveva incassare i soldi dei bambini delle scuole e poi versarli alla Cir. Si è tenuta l’intera somma di un anno, oltre 56mila euro, senza piú restituirla

di Giancarlo Oliani
1 minuto di lettura
(ansa)

SUZZARA. Incaricata dalla Cir di riscuotere le rette dei buoni pasto scolastici, se n’è invece impadronita. In poco più di un anno s’è tenuta in tasca oltre 55mila euro che non ha mai restituito. Per questo la Cooperativa Italiana di Ristorazione l’ha denunciata e ora è a processo per appropriazione indebita.

A finire nei guai Roberta Oleari, 41 anni, all’epoca dei fatti titolare della tabaccheria “Il Girasole” di Suzzara. Tutto inizia nel 2010. In quell’anno Cir Food gestiva il servizio di refezione scolastica. Grazie a tale servizio i genitori potevano, previo rilascio da parte del Comune di una tessera ricaricabile - la school card - e di un codice, andare in uno degli esercizi commerciali convenzionati e ricaricare la tessera che poi veniva utilizzata dai bambini per il pagamento della mensa.

Per garantire tale servizio e per la riscossione delle rette Cir Food si avvaleva della collaborazione di alcuni esercizi commerciali. Tra questi “Il Girasole” della Oleari. Sulla base della convenzione sottoscritta, la Oleari venne dotata di un sistema hardware/software e di un terminale in grado di effettuare le operazioni di ricarica delle tessere. La ricarica effettuata dava luogo alla stampa di uno scontrino di verifica, una copia della quale veniva rilasciata al cliente e una conservata dal negoziante. Tutti i dati delle ricariche erano registrati e aggiornati in tempo reale. La tabaccaia oltre a effettuare le ricariche doveva anche scaricare, giornalmente e per via telematica, le transazioni. Poi, con cadenza quindicinale, girare a mezzo bonifico tutte le somme incassate alla Cir. La Cir, a sua volta si impegnava, ogni mese, a liquidare alla commerciante l’1,5 per cento di quanto versato. Cos’è accaduto invece? Secondo l’accusa la Oleari, pur avendo effettuato ricariche nel periodo che va dall’aprile 2010 al giugno 2011, non ha versato nulla alla Cir, trattenendo la somma complessiva di 55.620 euro.

Per risolvere bonariamente la vertenza, nell’aprile del 2011 venne sottoscritta tra le parti una transazione con la quale la tabaccaia si impegnava a restituire l’intera somma. Un impegno non rispettato. Da qui il rinvio a giudizio per appropriazione indebita. A difendere la donna, l’avvocato Alessandro Ferrari.
 

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