Elezioni comunali 2017, il caso Fasci finisce in Parlamento

Il simbolo della lista incriminata e la candidata Fiamma Negrini, entrata in consiglio

La presidente della Camera scrive al ministro. E il prefetto toglie l’incarico alla commissione elettorale

Fascio littorio alle Comunali, il caso in Parlamento

SERMIDE E FELONICA. Un caso politico di portata nazionale, con tanto di interessamento del presidente della Camera Laura Boldrini, svariate interrogazioni parlamentari e un provvedimento d’urgenza del prefetto di Mantova.

Elezioni comunali 2017: i risultati di Sermide e Felonica by La Gazzetta di Mantova on Scribd



Parliamo della denuncia apparsa già domenica sulle pagine del quotidiano nazionale Repubblica che aveva raccolto le dichiarazioni dell’Osservatorio delle nuove destre e di Anpi i quali stigmatizzavano l’ammissione alle elezioni comunali di Sermide e Felonica della lista Fasci italiani del lavoro «una lista neofascista nei contenuti e nel nome».

Il candidato Negrini nel 2002


La polemica era stata sollevata già altre volte, il leader storico del partito, il sermidese di Caposotto Claudio Negrini, presenta la stessa lista con lo stesso logo da quindici anni, quattro mandati. La novità è che stavolta ha conquistato un seggio in consiglio ottenendo un insperato e inaspettato 10,42 per cento di consensi. Dopo la denuncia di Repubblica, lunedì il caso è finito in Parlamento.

La lista alle elezioni del 2012

Laura Boldrini, terza carica dello Stato, ha preso carta e penna e ha scritto al titolare del Viminale: «L'ammissione alle elezioni di una lista che si richiama dichiaratamente a nomi e immagini del partito fascista desta forti perplessità sul piano giuridico in quanto - come rilevato, tra gli altri, dall'Anpi - sembra contrastare con le norme costituzionali e legislative che vietano la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista. In questo senso ricordo che anche le "Istruzioni per la presentazione e l'ammissione delle candidature", emanate nello scorso mese di maggio dal Ministero dell'Interno, stabiliscono che le commissioni elettorali circondariali ricusino i contrassegni in cui siano contenute espressioni, immagini o raffigurazioni che facciano riferimento a ideologie autoritarie (per esempio le parole "fascismo", "nazismo", "nazionalsocialismo" e simili), come tali vietate dalla Costituzione. Ritengo che la questione sia di particolare gravità e richieda un adeguato approfondimento...».



A catena è stata informato il prefetto di Mantova Carla Cincarilli, la quale, dopo un confronto con il ministro Minniti, ha preso la sua decisione: ha di fatto sciolto la sottocomissione elettorale circondariale che era competente per il Comune di Sermide-Felonica. «Il prefetto revoca le designazioni dei funzionari componenti della settima sottocomissione circondariale». Un provvedimento più che altro politico, gli effetti sulle elezioni sono nulli. A meno che i componenti delle altre liste non decidano di impugnare legalmente il provvedimento e poi vincano la causa. Però, di fatto, questa commissione non opererà più nelle prossime elezioni.

Basito da tanto clamore Claudio Negrini, leader storico e anima dei Fasci, nonché capolista e padre della candidata sindaco Fiamma Negrini, 20 anni, futura studentessa di Lingue a Padova. È ancora stordito dal risultato ottenuto «al massimo nei mandati precedenti arrivavamo al 2-3 per cento». Non sa ancora se in consiglio vorrà entrare sua figlia o lascerà a lui l’onore. In più si aggiunge il caso nazionale. Ma cos’è successo, sono diventati tutti fascisti a Sermide e Felonica? «Ma no, noi abbiamo sposato una protesta, quella dei residenti che non volevano la chiusura dell’argine alle macchine. E la gente ha premiato il nostro coraggio di metterci contro la decisione del Comune».

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Ah, la politica! Comunque, Negrini è già pronto a cambiare l’amato simbolo. «Avremmo preso anche più voti se l’avessi tolto prima delle elezioni. Senz’altro lo modificherò il prossimo mandato, se dà così fastidio».

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