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Il Consiglio di Stato: «Assmann torni al Palazzo Ducale di Mantova»

I giudici sospendono la bocciatura del Tar e rinviano la sentenza. «Sono un uomo ferito, ma lunedì rientro a Mantova»

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MANTOVA. Solo tre settimane fa il Tar del Lazio aveva bocciato i direttori di cinque musei statali, nominati due anni fa dopo la riforma voluta dal ministro per i beni culturali Dario Franceschini. Tra questi Peter Assmann, direttore di Palazzo Ducale. Ieri la marcia indietro: i direttori stranieri dei musei possono tornare al loro posto. Il Consiglio di Stato ha infatti sospeso la sentenza del Tribunale amministrativo, cancellandone temporaneamente gli effetti. La sesta sezione di Palazzo Spada ha fissato per il 26 ottobre l’udienza pubblica per decidere nel merito le questioni relative alla legittimità delle nomine dei direttori dei musei.

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«Mi è appena arrivata la chiamata di un amico che ha letto la notizia su internet e mi ha informato della decisione del Consiglio di Stato – ha spiegato ieri sera Peter Assmann, raggiunto telefonicamente in Austria, dove si è ritirato dopo la bocciatura del Tar – ora attendo l’ufficialità di questo pronunciamento. Dopo di che prenderò un attimo fiato e discuterò con mia moglie e la mia famiglia. Ma credo proprio che da lunedì sarò ancora a Mantova per rimettermi al lavoro. C’è molto da fare e i nostri progetti per il Ducale coinvolgono molti altri soggetti ed enti. Il rischio è quello di far saltare tutto, non c’è tempo da perdere».

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Un discorso di responsabilità, quello di Assmann, che in ogni caso si dice «umiliato e ferito» da tutta la vicenda. Una vicenda di cui il direttore di palazzo Ducale sostiene di «non aver capito il senso». «So soltanto che ho sempre agito per il bene e gli interessi di palazzo Ducale, non certo per i miei – tiene ad aggiungere – ma sono anch’io umano e questa è stata una cosa tremenda, peraltro ripresa anche dai giornali austriaci». Alla domanda del cronista se intenda in qualche modo mettere in discussione o addirittura abbandonare l’incarico che il Consiglio di Stato gli ha restituito, anche se solo temporaneamente, Assmann respinge ogni dubbio. «No, no, continuiamo a lavorare...».

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Tutto parte da quando i giudici amministrativi del Lazio lo scorso mese avevano accolto i ricorsi di due candidati esclusi: Giovanna Paolozzi Strozzi, ex sovrintendente di Palazzo Ducale che aveva contestato le nomine sia di Assmann che di Martina Bagnoli, direttrice della galleria estense di Modena; e di Francesco Sirano, direttore del parco archeologico di Ercolano che aveva ricorso contro i colleghi di Taranto, Reggio Calabria e Napoli.


 

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