Forbice nell’occhio, grave bimbo di 7 anni

Mantova, si infila la lama mentre scioglie il nodo di una corda. Operato d’urgenza al Poma: salvo l’organo, eviterà la protesi

MANTOVA. Un nodo da sciogliere e una forbice in mano. Mirco (nome di fantasia), 7 anni, prima elementare, è seduto sul tappeto del salotto e sta giocando con le macchinine. La mamma, casalinga, sta leggendo sul divano e non si accorge che il suo bimbo si è appena alzato per andare in cucina. Qui Mirco apre un cassetto e prende un paio di forbici appuntite. Deve assolutamente sciogliere il nodo di una cordicella che poco prima ha legato ai suoi giocattoli. Ma non segue le raccomandazioni della mamma: «Non usare mai le forbici e se usi le tue, quelle con la punta stondata, tienile sempre verso il basso». Il bimbo, invece, infila la punta nella fessura del nodo e spinge verso l’alto per liberare le sue macchinine dalla corda. Una lieve pressione e il braccio sale di colpo verso il volto, con la lama che penetra 3-4 centimetri nell’occhio sinistro.

Il grave incidente domestico è avvenuto a metà maggio in un paese dell’hinterland, ma i genitori del bimbo hanno deciso di renderlo noto solo in queste ore, un mese dopo il delicato intervento di chirurgia oculistica al Poma che ha permesso di salvare l’occhio allo scolaro, scongiurando il rischio di una protesi oculare. Mirco dovrà subire un’altra operazione a settembre, quando l’equipe del primario del Poma, Giuseppe Sciuto, gli inserirà un cristallino artificiale. Poi si dovrà valutare l’eventuale trapianto di cornea. Solo alla fine di questo percorso si potrà sapere il grado di recupero della vista.


«Abbiamo voluto rendere pubblico quanto accaduto a nostro figlio – racconta la madre di Mirco – perché questo tipo di incidente domestico è molto frequente, quindi ci sembrava giusto mettere in guardia tutti i genitori». L’infortunio è avvenuto intorno a mezzogiorno e mezzo. Immediata la corsa al pronto soccorso del Carlo Poma, con la prima visita in Pediatria e le medicazioni del caso. Poi la consulenza con gli specialisti dell’Oculistica, che hanno subito evidenziato la necessità di un intervento urgente. Mirco è entrato in sala operatoria all’una di notte e l’operazione di ricostruzione è durata circa due ore. Al momento dell’ingresso la prognosi era pesante: ferita perforante all’occhio sinistro con lesione corneale, tagli dell’iride e del cristallino. «L’unica parte rimasta sana – riprende la madre – era la retina».

L’intervento di sutura, pulizia e di estrazione del cristallino eseguito in tempi brevi ha permesso di salvare l’occhio del bimbo, che potrà così evitare la protesi oculare (occhio di vetro). Sul recupero della vista – che comunque non sarà al 100% – occorrerà attendere alcuni mesi. «Un passo per volta – conclude la madre – l’importante è che al momento gli abbiano salvato l’occhio».
 

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