Fusione tra tre paesi. Dalla Regione l’ok ad andare alle urne

Disco verde all’aggregazione tra Revere, Pieve e Villa Poma. Ora dovrà essere fissata dal data del referendum consultivo

REVERE-VILLA POMA-PIEVE. Il progetto di fusione tra i Comuni di Revere, Villa Poma e Pieve di Coriano fa un altro passo avanti. Il 27 giugno il consiglio della regione Lombardia ha dato il suo via libera ai referendum consultivi su progetti di fusione che riguardano 14 comuni lombardi, e tra questi i tre mantovani. Ora manca l’ultimo passaggio: entro il 20 luglio il governatore Roberto Maroni dovrà firmare il decreto che indice la consultazione popolare fissandone anche la data. Il voto si dovrebbe svolgere presumibilmente in una domenica di ottobre.

Si chiude così un lungo iter, iniziato quando i tre Comuni hanno approvato una delibera con la quale chiedevano la possibilità di diventare un solo ente. Dopo l’ok anche della Provincia, il fascicolo con le tre delibere e il progetto di fusione è finito in Regione. Prima all’attenzione dell’ufficio di presidenza, poi della giunta e quindi del consiglio regionale, ottenendo tutti i lascia passare, formali e sostanziali. Fino all’ultimo ok che è arrivato da parte del consiglio (preceduto da analogo via libera da parte della commissione Affari istituzionali).


Ora, dunque, la parola passerà ai cittadini dei tre paesi, che oltre a esprimere un proprio parere sulla fusione in sé dovranno anche indicare una preferenza tra una triade di nomi destinati a definire il nuovo comune. Le proposte: Borgo Mantovano, Borgoltrepo, Riva Mantovana.

Si tratterà di un referendum consultivo, che quindi non ha carattere vincolante per la Regione. Ma la linea finora seguita dal Pirellone è quella di assecondare l’orientamento espresso dalla popolazione attraverso le urne.

Finora in provincia di Mantova i progetti di fusione di Comune sono stati diversi, e non tutti sono andati in porto. Il primo è stato quello tra Borgoforte e Virgilio, che ha dato vita al Comune di Borgo Virgilio. Poi è toccato al tentativo di fondersi tra San Giorgio e Bigarello, fallito per la contrarietà di quest’ultimo paese. Quindi l’aggregazione tra Castiglione delle Stiviere e Solferino, anche questa bocciata. È invece andata in porto la fusione per incorporazione di Felonica con Sermide.
 

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