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Caporalato e sfruttamento: va in cella

Scoperti 24 braccianti irregolari che vivevano in condizioni igieniche pessime. Arrestato un uomo di 31 anni

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GUIDIZZOLO. Faceva lavorare ventiquattro braccianti irregolari, che dormivano in un unico stanzone, in condizioni igieniche penose. Loro verranno espulsi, mentre lui, un uomo di 31 anni di origine bengalese, è stato arrestato, tra gli altri reati, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e caporalato. A scoprire la rete dello sfruttamento, nelle campagne di Guidizzolo, i militari della locale stazione dei carabinieri con i colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Castiglione delle Stiviere ed al nucleo carabinieri Ispettorato del Lavoro di Mantova.

L’operazione è stata messa a segno nel contesto dell’attività di repressione della manodopera irregolare e clandestina, a seguito dell’istituzione dall’agosto dello scorso anno, della task-force costituita dalla Prefettura, composta da appartenenti alle forze di polizia, polizie locali, referenti Inail, Inps, Camera di Commercio ed Ispettorato del Lavoro, il cui coordinamento è affidato al comandante della compagnia dei carabinieri di Castiglione, il maggiore Simone Toni.

L’uomo, titolare di un’azienda agricola del luogo, aveva impiegato 24 braccianti di cui 11 con il permesso di soggiorno scaduto e 9 irregolari sul territorio nazionale. La situazione è emersa durante il blitz della task force con i relativi controlli ai documenti dei braccianti, che non hanno lasciato spazi ai dubbi. Il titolare dell’attività è stato arrestato per i reati di “trarre un ingiusto profitto favorendo la permanenza nel territorio italiano di cittadini stranieri e sfruttamento di manodopera clandestina, caporalato e violazione in materia di sicurezza per mancata sorveglianza sanitaria dei lavoratori”. Le perquisizioni hanno permesso di trovare 24 giacigli di fortuna tutti collocati all’interno di un unico ambiente che presentava pessime condizioni igienico sanitarie.

Tutti i lavoratori, sono stati sottoposti a foto-segnalamento ed è stato consegnato loro il biglietto d’invito di presentazione negli uffici della Questura di Mantova, per avviare la procedura di espulsione dallo Stato. Il personale del Nucleo Ispettorato del Lavoro, ha provveduto alla sospensione dell’attività, contestando violazioni amministrative per 78.500 euro. L’arrestato, dopo le formalità, è stato portato nelle camere di sicurezza del comando compagnia dei carabinieri di Castiglione delle Stiviere, in attesa del processo per direttissima. A metà aprile, sempre a Guidizzolo e sempre per sfruttamento e caporalato, erano state arrestate tre persone anch’esse di origine bengalese e rispettivamente legale rappresentante, socio e dipendente (con ruolo di vigilante) di un’azienda.

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