Paganella a processo per estorsione e caporalato

Andrea Paganella è l'amministratore delegato dell'omonima società di logistica e trasporti

Denuncia della Cisl, a giudizio l'amministratore della società di trasporti e logistica. Con lui i titolari di due società fittizie

MANTOVA. Andrea Paganella, legale rappresentante dell’omonima società di trasporti e logistica di Mantova, è stato rinviato a giudizio per estorsione e caporalato. Con lui saranno processati, nel dicembre prossimo, anche Gellert Lehel Sandor e Florea Nicolae, titolari di due società fittizie di reclutamento di manodopera, fatta oggetto, in più riprese, di minacce, intimidazione e sfruttamento.

Il segretario generale della Cisl di Mantova, Emmanuele Monti, da cui era partita la denuncia tre anni fa, si è costituito parte civile insieme all’avvocato Giada di Stasio che difende tre dei dipendenti vittime sia dell’estorsione che dello sfruttamento sul lavoro. L’udienza preliminare si è tenuta il 5 luglio davanti al giudice Matteo Grimaldi e al pubblico ministero Silvia Bertuzzi. L’indagine della Procura è scattata all’indomani dell’esposto presentato dalla Cisl e, come già accennato, da alcuni dipendenti della società di trasporti. 
 
Ecco in sintesi l’impianto accusatorio. Paganella, approfittando delle condizioni del mercato del lavoro a lui favorevoli e della debolezza contrattuale dei propri dipendenti, minacciandoli di licenziamento e riducendo drasticamente gli incarichi assegnati in un primo momento, li avrebbe costretti a ferie forzate e ad assenze forzose dal lavoro. Sette autisti, di terzo livello, sarebbero stati obbligati a mansioni non previste dal contratto, quali il lavaggio interno dei container che trasportavano e la sottoscrizione di certificati di lavaggio attestanti modalità diverse da quelle realmente effettuate. Non solo.
 
Per non perdere il posto i sette dipendenti si erano visti costretti a percepire stipendi non commisurati alle ore di lavoro svolte, con una progressiva riduzione degli incarichi a loro affidati che ha determinato consistenti tagli agli stipendi. Due di loro, stanchi di questa situazione, si erano licenziati. Ed è stato a quel punto, secondo l’accusa, che Paganella avrebbe minacciato di non corrispondere l’ultima mensilità se non avessero sottoscritto una dichiarazione con la quale si impegnavano a rinunciare a qualunque altra pretesa economica spettante e a qualsiasi azione civile o penale nei confronti della ditta. Inoltre l’imprenditore avrebbe cercato di costringere uno degli autisti a restituire quel documento non sottoscritto per evitare che cadesse nelle mani dei sindacati. Cosa che invece è avvenuta. 
 
Paganella, oltre che rispondere del reato di estorsione, dovrà difendersi anche dall’accusa di caporalato in concorso. Gellert Sandor, ex autista dell’azienda e legale rappresentante della società Sinterim Job con sede in Romania e Florea Nicolae, gestore della Omega Resurse Umane, formalmente intestato alla moglie e con sede a Bucarest, hanno svolto, con la sua presunta complicità, attività di intermediazione per il reclutamento di manodopera, organizzandone l’attività lavorativa. Un’attività lavorativa caratterizzata, secondo la Procura, da sfruttamento mediante intimidazione e minaccia, anche indiretta, di licenziamento o di riduzione di incarichi. La Paganella spa, in poche parole, avrebbe sfruttato le prestazioni, violando la normativa sugli orari di lavoro, sulle ferie e sulle retribuzioni.
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