Binari tra le case, paura a Suzzara 

I residenti: i vagoni deragliati avrebbero potuto finirci addosso. Rfi e Fer: gli edifici sono fuori norma

SUZZARA. Dopo il deragliamento di tre vagoni merci, avvenuto all’altezza di un passaggio a livello di Suzzara, scoppia la polemica. La linea Suzzara-Ferrara è stata ripristinata a tempo di record. Il carico di coils che i carri trasportavano è stato recuperato, le carcasse dei vagoni spostate in una zona sicura e 120 metri di binari sono stati sostituiti. Da quanto si è potuto apprendere, la causa del deragliamento è da imputare al cedimento della massicciata e non alla velocità. Il deragliamento, come appurato dai tecnici, non è avvenuto col treno in corsa: il convoglio si era fermato allo stop dato dalla stazione e poi era ripartito.



Ma l’incidente ha fatto tremare i polsi ai residenti di via Perticate–Dino Villani, la strada che corre parallela alla tratto di ferrovia dove si è verificato il deragliamento. Un imprenditore edile che sta ristrutturando una parte della sua casa ha pensato subito a cosa sarebbe successo se gli ultimi tre vagoni del convoglio merci, anziché deragliare e piegarsi all’interno della massicciata, fossero invece precipitati sulla strada con tutto il loro carico di coils: cinque in ogni vagone del peso di 30 quintali ognuno. I vagoni avrebbero potuto abbattere i muri delle case circostanti o piombare sulla strada con auto in transito. Sarebbe stata una tragedia senza precedenti per una città come Suzzara.

Per fortuna tutto è andato bene. «Ma non dicevano che avrebbero chiuso la linea Suzzara-Ferrara? – si sfoga l’imprenditore edile – Io ho una casa proprio attaccata alla ferrovia. E accanto alla mia ci abita mia figlia che per puro caso era andata via».

Suzzara, deraglia un treno merci



La linea Verona-Mantova attraversa sia verso nord che verso sud un gruppo di abitazioni che sono state costruite a ridosso della ferrovia. In passato ci furono diversi cittadini che protestarono contro il passaggio dei treni, sia treni passeggeri che merci, per il forte rumore e le vibrazioni che oltre creare disagi, procuravano anche crepe nei muri. Rfi e Fer hanno sempre sostenuto che la ferrovia era nata prima delle case e che nei Pgt dell’epoca, le amministrazioni comunali che li hanno approvati, non avrebbero dovuto autorizzare la costruzione di case nei pressi della ferrovia. Gli appezzamenti di terreno costavano meno di altre zone e quindi qualcuno pensò di costruire case senza però tenere conto ai problemi ai quali si andava incontro.

Mauro Pinotti
 

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