Mantova, Palazzo Cavriani torna all’asta per la quinta volta

Il prezzo base è sceso a 4 milioni e mezzo. La prima stima due anni fa: era vicina agli undici milioni

MANTOVA. Per la quinta volta va all’asta, lo storico Palazzo Cavriani di via Trento, con annesso giardino, appartenuto agli omonimi marchesi insigniti del titolo direttamente dai Gonzaga. A marzo il quarto tentativo era andato deserto. Quattro mesi dopo il nulla di fatto, con la base d’asta che era scesa a poco più di 6 milioni, il 12 luglio il complesso immobiliare finirà ancora una volta all’incanto. E questa volta chi se lo vorrà aggiudicare dovrà rilanciare partendo da 4 milioni e mezzo.

Il Palazzo è un gioiello d'arte e architettura: all'interno vi sono degli affreschi del Bazzani e dello Schivenoglia, oltre a stucchi e decorazioni. In tutto 12mila metri quadrati, con annesso il giardino sull'altro lato di via Trento. La società proprietaria era la Messico e Nuvole srl di Milano. A pignorare il palazzo è stata la banca Carige.


Quello dei Cavriani è uno dei palazzi più belli e imponenti di Mantova, ma anche il più sfortunato: nell'immenso salone da ballo, sono rimasti splendidi dipinti sul soffitto e le pareti, ma sono spariti i quadri dalle cornici di stucco, nelle stanze sono stati strappati i camini di marmo, venduti o forse rubati, le tappezzerie sono a brandelli.

Una vera devastazione. Sono sparite persino le colonnine della balaustra lungo le scale.

Il Palazzo con le sue centinaia di finestre, il bel cortile e la grande terrazza con la torre, fu costruito dal bolognese Torreggiani a metà del Settecento e furono chiamati a decorarlo i migliori pittori dell'epoca, come Bazzani e Schivenoglia. Mentre i Gonzaga erano finiti, i Cavriani dopo esserne stati diplomatici, sotto gli austriaci divennero ancora più potenti, fino a costruirsi una casa con 140 stanze. Nell'800 aggiunsero sull'altro lato di via Trento un giardino romantico con la statua di Virgilio e i busti di 13 insigni mantovani. Ma l'ultima proprietaria, Aliana Cavriani, quasi 30 anni fa, vendette il palazzo che, dopo alterne vicende, ora è in mano al tribunale fallimentare.

Palazzo Cavriani nasce nel tredicesimo secolo ma l’edificio che vediamo oggi è figlio del grande rifacimento settecentesco curato da Alfonso Torreggiani tra il 1736 e il 1756. È lo stesso architetto del palazzo degli studi dei Gesuiti, l’attuale liceo Virgilio. Il palazzo è su tre piani più un enorme scantinato e una serie di ammezzati: in cima, una torre dell’orologio con una grande balconata.

Esistono tracce della famiglia Cavriani fin dal 1257: è uno dei più antichi ceppi nobiliari della città. Ne fecero parte vescovi, diplomatici e cavalieri di Malta. I Gonzaga nel 1638 concessero a Ferdinando Cavriani il titolo di marchese. L’ultima discendente ad abitare il palazzo fu la marchesa Aliana, morta nel 2004 a 96 anni: crocerossina volontaria durante la guerra, vendette nel 1988 ma senza traslocare. Guidò l’auto fino a 92 anni nel cortile di casa.

Nel 1988 la marchesa Cavriani vendette il palazzo a Carlo Rinaldini, commercialista mantovano noto per aver guidato Richard Ginori e Volare. Rinaldini non ne fece la sua residenza: utilizzava per diletto solo il piano nobile, mentre altri spazi furono affittati prima di cadere nell’abbandono. Morì nel 2007.
 

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